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formaggio 600

Il latte in polvere come base per fare i formaggi è solo un esempio di quello che significherà per il nostro comparto alimentare l'approvazione del TTIP.

Si tratta di un ulteriore attentato alla salute dei consumatori e alla ricchezza della nostra agricoltura proprio mentre la domanda di agricoltura biologica, di cibi sani e di rispetto per l'ambiente, continua a crescere in Italia e in Europa. È ormai evidente che la politica è totalmente asservita alle multinazionali.

Ciò che preoccupa ulteriormente è l'eliminazione dal voto, attraverso una forzatura procedurale, dell'emendamento 40 che avrebbe permesso di votare sull'ISDS (investor-to-state dispute settlement). Si tratta di un sistema di regolamento dei conflitti tra Stato e imprese che permette a queste ultime di scavalcare le giurisdizioni nazionali, facendo riferimento direttamente ai tribunali di arbitrato internazionali, spesso composti da avvocati provenienti dalle imprese stesse.

La pericolosità di questo accordo per un settore fortemente legato ai diritti essenziali degli individui non va sottovalutata. Da un lato c'è l'Unione Europea, che ha fondato il proprio mercato comune sulla buona qualità dell'agricoltura, anche nel settore bio, proteggendola fino ad oggi.

Dall'altro la stessa Unione Europea che firma un Trattato che, abbattendo le ultime barriere che dividono le due coste dell'Atlantico, consentirà a Usa e Canada di importare i migliori prodotti dell'agricoltura europea, esportando cibo di qualità inferiore e con più bassi livelli di sicurezza alimentare.

A rischio sono la qualità dei prodotti e del modo di coltivazione, quindi la salute umana e ambientale. Ma anche la credibilità del Made in Italy – anzi del Made in Europe – e quindi il conto economico è nettamente in perdita per quanto riguarda il settore cardine dell'agroalimentare.

Vincenzo Vizioli,

presidente di Aiab

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