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C'è stato un convegno, anzi un "meeting" a Ginevra la settimana scorsa tra la FAO e la WHO od OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), di cui in pochi erano a conoscenza e da cui sono venuti fuori delle conclusioni, o forse potremmo dire delle sconclusioni.

Il documento pubblicato pubblicato dall'OMS che n'è venuto fuori contiene una rivalutazione sui residui di pesticidi, tra cui il glifosato, guarda caso proprio a due giorni dalla votazione in PE sulla sua riautorizzazione. La valutazione finale ed ufficiale delle due organizzazioni afferma che "è improbabile che il glifosato rappresenti un rischio di cancerogenità per l'uomo attraverso l'esposizione alimentare". Nemmeno un anno e mezzo fa era stata la stessa OMS a rovesciare il figlio prediletto dell'agrochimica con una valutazione dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro(IARC), la quale aveva dichiarato proprio l'esatto opposto sull'eribicida.

Da allora, la Monsanto, che incassa circa un terzo del suo fatturato annuo (15 miliardi di dollari) dal Roundup, l'erbicida a base glifosato, (e gran parte del resto dalla tecnologia delle colture tolleranti al glifosato) ha fatto dell'invalidare la scoperta IARC la sua missione. Attraverso un esercito di soldati a piedi che includono dirigenti del settore, professionisti di pubbliche relazioni e scienziati universitari, l'azienda ha chiesto un rimprovero del lavoro fatto dallo IARC sul glifosato.

Ebbene gli sforzi fatti hanno portato dei risultati proprio con la valutazione pubblicata il 16 maggio dopo l'incontro a Ginevra da parte di un "esperto gruppo scientifico internazionale" conosciuto come JMPR che ha rivisto il lavoro dello IARC sul glifosato. Il gruppo, ufficialmente conosciuto come l'alleanza FAO-OMS sui residui dei pesticidi (JMPR), è amministrato congiuntamente dalla Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) e l'OMS. Lo JMPR si riunisce regolarmente per esaminare i residui e gli aspetti analitici di pesticidi; stimare i livelli massimi di residui, e per rivedere i dati tossicologici e stimare dosi giornaliere ammissibili (DGA) per l'uomo. Insomma tutto ciò che riguarda la così detta sicurezza alimentare.

Dopo la riunione di questa settimana, lo JMPR emetterà una serie di raccomandazioni che andranno dalla FAO / OMS al Codex Alimentarius Commission. La Commissione Codex Alimentarius è stata istituita dalla FAO e l'Organizzazione Mondiale della Sanità e si occupa di sviluppare norme alimentari di "armonizzazione internazionale come mezzo per proteggere la salute dei consumatori e promuovere le pratiche leali nel commercio alimentare".

Il glifosato non è solo il perno delle vendite della Monsanto come erbicida in sè, ma anche per i semi geneticamente modificati destinati a tollerare proprio l'erbicida. La società sta cercando attualmente di difendersi contro le diverse cause legali intentate dai contadini che hanno contratto il cancro utilizzando glifosato e che la Monsanto conosceva come conseguenza, ma di cui aveva nascosto i rischi. In questo contesto una confutazione della classificazione sul glifosato fatta dallo IARC potrebbe aiutare l'azienda nella sua causa contro lo stato della California, che ha lo scopo di fermarne la commercializzazione.

Secondo una coalizione che raccoglie gruppi ambientalisti e di consumatori il gruppo scientifico JMPR è coperto da un fitto velo di conflitti d'interesse che riguarda i suoi esperti. Alcune persone sembrano avere infatti dei legami finanziari e professionali con la Monsanto e l'industria agrochimica.

La coalizione ha specificamente citato le preoccupazioni riguardo ai legami di alcuni membri con il Life Sciences Institute (ILSI), che sarebbe finanziato proprio dalla Monsanto ed altre aziende chimiche, e dell'industria agroalimentare e farmaceutica. Il consiglio di amministrazione dell'Istituto comprende infatti dirigenti della Monsanto, Syngenta, DuPont, Nestlé.

I documenti interni ILSI, ottenuti da una richiesta dei cittadini ai registri pubblici, suggeriscono che l'ILSI è stato generosamente finanziato dall'industria agrochimica. Un documento che riporta la lista dei donatori principali del ILSI per il 2012, mostra i contributi totali per $ 2,4 milioni, di cui $ 500.000 ciascuno ricevuti da CropLife International e da Monsanto.

Uno di questi esperti JMPR è Alan Boobis, professore di farmacologia biochimica e direttore dell'unità di tossicologia nella facoltà di medicina presso l'Imperial College di Londra. È membro e in passato è stato presidente del consiglio di amministrazione dell'ILSI, vice-presidente della ILSI Europa e presidente della ILSI.

Un altro membro è Angelo Moretto, direttore del Centro Internazionale per gli Antiparassitari e la Prevenzione rischi per la salute all' Ospedale Fatebenefratelli "Luigi Sacco" di Milano. La coalizione ha detto che Moretto è stato coinvolto in diversi progetti con l'ILSI e ha preso parte al team per un progetto ILSI sui rischi di esposizioni alle sostanze chimiche finanziati da società agrochimiche che comprendevano Monsanto. La lista dei nominativi che costituiscono il gruppo di scienziati è di 18 persone.

Il portavoce dell'OMS Tarik Jasarevic ha detto che l'elenco di esperti che fanno parte del JMPR sono scelti tra un gruppo di individui che sono "indipendenti e sono selezionati in base alla loro eccellenza scientifica, come pure sulla loro esperienza nel campo della valutazione del rischio dei pesticidi ".

Aaron Blair, emerito scienziato del National Cancer Institute e presidente del gruppo IARC che ha fatto la classificazione glifosato, ha difeso il lavoro di IARC sulla base di una revisione scientifica approfondita, affermando che non aveva preoccupazioni per discutere in merito alla revisione dello JMPR sul lavoro di IARC.

Intanto nel documento di valutazione pubblicato dalla Fao si leggono anche i pareri scientifici su due altri pesticidi, il Diazinon e malathion, ma anche loro sono stati definiti improbabilmente cancerogeni.

Possiamo stare tranquilli insomma, siamo in buone mani.

Laura Lincesso

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