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immagineIl Sistri non è mai decollato, ma le imprese hanno versato contributi onerosi e hanno dovuto vedersela con gli innumerevoli imprevisti legati al malfunzionamento del sistema.

Si parla ora di rimborsi, ma resta il fatto che l’Italia non può contare su un sistema efficiente di tracciabilità dei rifiuti. Come risolvere la situazione? Abolire l’attuale sistema è una delle proposte più gettonate. Ne abbiamo parlato con il Vice Presidente ANIDA, Cesarina Ferruzzi.

Il Sistri, per com’è stato progettato e gestito, si è rivelato più fonte di problematiche che di benefici. Non crede sarebbe meglio sospenderlo del tutto e ripartire da zero?

L’attuale progetto “Sistri” ha sempre incontrato ostacoli applicativi. Di fatto non è mai decollato. Non è certo uno strumento per la “tracciabilità dei rifiuti”. È un ulteriore aggravio di costi per le aziende del settore ambientale, senza ottenere benefici e scopi per il quale era stato ideato. È sicuramente meglio ABOLIRLO.

Quanto pesa per un’impresa l’iscrizione al Sistri?

Dipende: se parliamo di aziende di trasporto che per ogni mezzo dovrebbero installare la “black box” i costi sono davvero esorbitanti. Altrettanto esosa l’iscrizione ad un sistema inutile per tutte le altre aziende. Sistri e imprese: si parla del rimborso dei contributi versati a fronte di un sistema non utilizzabile o malfunzionante.

Anida, e lei in particolare, partecipa ai tavoli governativi. Con quale proposta?

Questa proposta è sempre stata avanzata da ANIDA fin dall’inizio della storia del Sistri. Come dire che oggi pago il canone TV e il servizio televisivo arriverà, forse, due anni dopo. Vi sembra coerente?

Il Sistri è nato, almeno secondo i buoni propositi iniziali, per contrastare gli illeciti legati al traffico dei rifiuti. Intanto in Italia i reati ambientali non sono ancora presenti nel codice penale. Chi inquina non paga o è un’esagerazione mediatica?

Chiariamo il concetto: se qualcuno intende commettere un illecito nello smaltimento dei rifiuti lo può compiere sempre.Non è la “chiavetta” del Sistri che blocca l’illecito!! Chi inquina non paga: è in parte un’esagerazione mediatica, legata ad un sistema farraginoso e non chiaro della nostra normativa, oltre ad un burocratico e complesso sistema giudiziario, le cui implicazioni (tempi, rinvii, prescrizioni ecc.) non hanno ancora portato a risolvere casi eclatanti e noti da oltre dieci anni.

Anna Tita Gallo

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