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fotovoltaico calo sardegna

Fotovoltaico in Sardegna: consumi e produzione in calo. Questo il quadro che emerge da un’analisi condotta dal Centro Studi di Confartigianato Sardegna. Si parla di un -0.2% per i consumi e sopratutto di un -3.8% di produzione (2015 rispetto al 2014). Le imprese sembrano meno attratte dal settore, e, complice la crisi economica, anche i consumi calano.

Eppure la Sardegna era una regione che aveva segnato un boom di rinnovabili nel 2013, e in particolare con una crescita del fotovoltaico pari al 52,3% rispetto al 2012 che oltretutto riguardava praticamente tutte le province della regione.

Ma cosa è successo in così poco tempo? Chi vuole boicottare il settore?

L’abbiamo chiesto a Maria Carmela Folchetti, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna. Ecco cosa ci ha risposto:

"Non possiamo parlare di boicottaggio, però i dati ci dicono chiaramente che la battuta d’arresto della produzione di energia dalle rinnovabili in Sardegna è preoccupante per tutto il settore delle rinnovabili.

Ricordiamo che nel settore, tra produzione, vendita, installazione e manutenzione, lavorano migliaia di addetti e nell’indotto operano tantissime altre imprese. É un comparto molto delicato e fragile, perché sottoposto costantemente alle repentine innovazioni, alle fluttuazioni del mercato elettrico, all’andamento delle imprese e dei consumi domestici".

Qual è la situazione attuale del fotovoltaico in Sardegna?

Ricordiamo che gli impianti rinnovabili, parliamo soprattutto di fotovoltaico, nella nostra regione hanno avuto un boom negli anni passati quando, grazie agli incentivi, rappresentavano un investimento in fatto di produzione pulita e una importante fonte di guadagno. Ovviamente, con il calo degli incentivi è venuta meno anche la spinta a investire in impianti più efficienti e a effettuare la necessaria manutenzione.

Nonostante questo calo, la Sardegna rimane la quarta regione italiana con la più alta propensione alla produzione di energia da fonti rinnovabili al netto dell’idrico, data da fonte eolica, fotovoltaica, geotermoelettrica e biomasse, inclusa la parte dei rifiuti non biodegradabili – con 1.083 Watt di potenza efficiente per abitante.

Cosa si può fare per salvare il fotovoltaico?

Crediamo sia importante proseguire con la crescita di questo “sistema”; per questo è necessario garantire maggiore stabilità al settore, anche mediante la rimodulazione degli incentivi con percentuali che dovrebbero variare in funzione dei risparmi energetici effettivamente conseguibili dai singoli interventi.

Incentivare gli investimenti nella filiera FER (Fonti di Energia Rinnovabili, N.d.R.) è un punto fondamentale per il futuro dell’intero comparto dell’edilizia green, con ricadute importanti sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale degli edifici, sia dell’occupazione nel settore edile in generale.

Roberta De Carolis

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