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locarnoAnche Il Festival del film di Locarno, in corso fino al 14 agosto nella cittadina svizzera, lavora per mantenere il suo impatto ambientale più basso possibile e, dopo i primi risultati, i traguardi che la manifestazione si pone per il futuro stanno diventando sempre più ambiziosi.

Sessantatre anni di lavoro: assiduo, costante, preciso. In Svizzera questo evento è diventato un must della produzione cinematografica internazionale e oggi è anche sostenibile, tanto da meritarsi il label "myclimate Neutral event", l’attestato della fondazione svizzera myclimate che riconosce il Festival quale evento climaticamente neutro. Il marchio certifica la compensazione delle emissioni di CO2 generate dall’evento e dalla sua organizzazione in progetti di alta qualità per la protezione del clima. Il Festival finanzia, infatti, un progetto nella regione di Uttarakhand (Nord dell’India) per rimpiazzare il carbone con “pellets” prodotte da biomassa e sostenere lo sviluppo nella regione. Molte organizzazioni stanno facendo del loro meglio per ridurre al minimo le emissioni nocive all’ambiente e “myclimate Neutral evant” offre un approccio innovativo per comunicare questo impegno.

Per capire di più il legame tra il Festival di Locarno e l’attenzione per l’ambiente GreenBiz.it ha intervistato Marco Cacciamognaga, direttore operativo del Festival del film di Locarno.

Perché un Festival” sostenibile”?

Un evento come il Festival del film Locarno deve essere il più lungimirante possibile; la sostenibilità ambientale è il futuro, per questo ci siamo impegnati in particolar modo quest'anno a ridurre l'impatto ambientale della nostra manifestazione. Stiamo puntando molto sulla sensibilizzazione, il Festival vuole essere un esempio e incoraggiare altri eventi nel fare passi significanti in questa direzione.

Quali sono i punti di forza di questa manifestazione a livello di protezione e tutela dell'ambiente?

Tra le iniziative messe in cantiere vi sono la compensazione di tutta la CO2 prodotta dall’evento e dalla sua organizzazione, l’utilizzo durante il Festival di energia certificata “elettro-natura”, una separazione chiara dei rifiuti (con bidoni colorati a tema Festival da colonie estive di ragazzi), promozioni per incoraggiare l’uso dei mezzi pubblici, una flotta automobilistica composta per il 70% da vetture ibride, la borsa ufficiale prodotta interamente in PET riciclato. E non da ultimo l’utilizzo predominante di carta FSC e la riduzione generale del consumo, attraverso, ad esempio, la sostituzione dei tradizionali casiers per i giornalisti con sistema di mailbox elettronico, o il cambio di formato del catalogo, che ha permesso un risparmio di carta del 50%.

Su cosa state lavorando per rendere la manifestazione ancora più sostenibile?

Siamo naturalmente coscienti che la diminuzione del carico ambientale generato da un evento sia un percorso lungo e complesso, i cui obiettivi vanno continuamente affinati, aggiornati e ridefiniti per ottenere dei risultati duraturi. Si tratta quindi di un lavoro a tappe, un lavoro lungo e un lavoro costante. Puntando anche sui supporti elettronici (applicazione) dovremmo riuscire a diminuire l'utilizzo della carta. In questo senso un progetto per il futuro potrebbe essere quello di avere l'intero catalogo e il giornale Pardonews su questo tipo di supporti informatici, magari allargando l'offerta a Blackberry e Android.

C’è da essere orgogliosi, che dice?

Sono fiero dell'operazione nel suo insieme, poiché ho l'impressione che siano dei passi nella direzione giusta. L'applicazione per iPhone è forse una delle cose di cui sono più orgoglioso, essendo un appassionato di tecnologia. La compensazione del CO2 è anche una delle cose più importanti sulle quali abbiamo lavorato.

Qual è stato il problema maggiore che ha dovuto affrontare?

Si parla molto di ecologia, ma il concetto di una quotidianità sostenibile non è ancora radicata. Sconfiggere i dubbi di molta gente è stato spesso difficile.

Darebbe un consiglio a chi - come voi - vorrebbe muoversi nella stessa direzione?

Il Festival è una grande manifestazione, ma con le dovute proporzioni ogni gesto è importante: separare i rifiuti, utilizzare il più possibile i mezzi di trasporto pubblici. Sono cose che spettano al singolo.

Il leopardo, simbolo della manifestazione cinematografica, si sta dunque tingendo di verde lavorando affinchè anche il cinema intraprenda la strada del rispetto per l'ambiente.

Daniela Castelli

GreenBiz.it

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