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ATTOMALa carta si ricicla e rinasce. La grande distribuzione non può ignorarlo e dovrebbe prendersi la responsabilità di spingere verso una sostenibilità del proprio packaging, che ha un ruolo fondamentale nella lotta agli sprechi. Solo così si potranno soddisfare le esigenze di consumatori che chiedono con forza prodotti di valore che assicurino tanto la qualità quanto la sostenibilità.

L'attuale crisi finanziaria, infatti, non ha portato a una crisi dei valori e la clientela non accetta che un periodo di ristrettezze economiche giustifichi l'abbandono di temi come l'attenzione per l'ambiente, che sfocia in una richiesta di garanzia del ciclo del riciclo della carta e del cartone. Se si considera, poi, che il 55,6% degli imballaggi prodotti in Italia è destinato all'industria alimentare (25,2% alimentare, 14,4% ortofrutta, 16% bevande), è facile capire come il packaging sia un elemento fondamentale per la sicurezza e la riduzione degli sprechi alimentari, nonché per i conseguenti impatti economici ed ambientali.

Nuovi sistemi di confezionamento che garantiscono il mantenimento dell'integrità del prodotto dal magazzino di lavorazione, lungo il trasporto e nel punto vendita, rappresentano un canale di accesso alla sostenibilità dell'alimentazione. Il Club Carta e Cartoni di Comieco, luogo di aggregazione, informazione e formazione per le aziende che utilizzano packaging in carta e cartone, può indicare la strada da seguire. Ne parliamo con Piero Attoma, coordinatore del Club Carta e Cartoni e vicepresidente di Comieco.

Qual è l'obiettivo primario del Club Carta e Cartoni di Comieco?

Il Club Carta e Cartoni nasce su iniziativa di Comieco come luogo d'incontro e formazione riservato alle aziende utilizzatrici di packaging cellulosico con lo scopo di promuovere le best practice italiane ed internazionali, nel rispetto del consumatore e delle sue esigenze di praticità e sicurezza. Un osservatorio a 360° gradi sui temi della sostenibilità del packaging cellulosico. Una piattaforma di comunicazione tra utilizzatori e produttori per ragionare insieme sulle esigenze reciproche e trovare un percorso comune. Ad iscrizione gratuita, conta ad oggi numerose aziende appartenenti ai più diversi settori, dal food all'abbigliamento, fino ad arrivare alla cosmesi.

Perché le aziende dovrebbero scegliere un packaging sostenibile?

Parlare di sostenibilità oggi non significa semplicemente adottare un approccio rispettoso dell'ambiente, ma ragionare anche in termini di costi, prestazioni, ed incontrare le esigenze dei consumatori. Convenienza, qualità e sostenibilità sono ormai parte integrante della nuova economia, e i consumatori chiedono prodotti di valore e servizi che rispettino questi requisiti. Il packaging è il primo biglietto da visita di un prodotto e come tale è coinvolto in prima linea in questo processo. Un imballaggio prodotto con tecnologie sostenibili, progettato per ottimizzare i materiali e il consumo di energia, riciclabile e recuperabile all'interno di cicli industriali chiusi è una scelta di responsabilità al passo con i tempi e un vantaggio per le aziende.

cartone

E cosa c'entra il cibo con la carta?

Il packaging cellulosico è assoluto protagonista nel settore food: ogni anno per questo comparto vengono prodotte 3.613.000 tonnellate di cartone ondulato. Anche il cartone teso è ampiamente utilizzato: il 60% della produzione viene infatti destinato al confezionamento di prodotti alimentari. I motivi si legano principalmente alle performance e alle caratteristiche degli imballaggi cellulosici: leggerezza, flessibilità, praticità, convenienza, sicurezza per il consumatore, elementi che incontrano perfettamente i severi standard richiesti dal comparto alimentare. A questo proposito il Club Carta e Cartoni ha presentato uno studio in collaborazione con Astra Ricerche sui gusti degli italiani in fatto di packaging, e ben il 98% degli intervistati ha scelto carta, cartone e cartoncino. Tra le performance del packaging cellulosico non si deve poi dimenticare la sostenibilità intrinseca all'imballaggio stesso, intesa come riciclabilità e semplicità di conferimento nella raccolta differenziata.

Come gli imballaggi possono ridurre gli sprechi alimentari?

In uno scenario decisamente allarmante e poco "sostenibile", dove ognuno di noi spreca mediamente 27 chili all'anno di cibo (fonte: Istituto Italiano Imballaggio) che potrebbe ancora essere consumato, l'imballaggio è uno strumento chiave per fronteggiare questa emergenza. Una delle strade maggiormente percorribili e su cui le aziende si stanno più orientando è legata ai packaging monodose, che consentono di adeguare le dimensioni delle unità di vendita alle reali esigenze del consumatore e ai mutamenti in atto nella società, dove i single sono sempre più numerosi. Una scelta che all'apparenza potrebbe sembrare controproducente, ma che in realtà porta con sÈ importanti benefici nella lotta agli sprechi alimentari: a fronte di una maggiore produzione di imballaggi si attuerebbe infatti una razionalizzazione delle risorse, inducendo il consumatore ad acquistare solo ciò che gli è effettivamente necessario.

Quali sono le ultime novità dell'eco-packaging alimentare in carta e cartone?

Alcune importanti industrie alimentari hanno scelto per esempio di rendere riciclabili alcuni packaging di biscotti, che prima dovevano necessariamente essere conferiti nell'indifferenziato. A fronte di un aumento della parte in carta, si è ottenuta una confezione riciclabile senza compromettere la robustezza e l'ermeticità: ora questi pacchetti possono essere gettati nel contenitore della carta. Comieco e il Club Carta e Cartoni stanno poi supportando due progetti sperimentali a cura di Innovhub Stazione Sperimentale Carta: sono in fase di studio alcuni packaging cellulosici attivi che, grazie all'azione di sostanze naturali, potranno prolungare in modo significativo la shelf life degli alimenti in essi contenuti. Questi particolari imballaggi saranno in grado di agire attivamente nei confronti del prodotto al suo interno, mediante il rilascio di principi attivi come ad esempio la propoli. Si tratta di progetti ancora allo studio ma che, una volta presentati e adottati dalle aziende, avranno un notevole impatto in termini di sostenibilità delle risorse.

E i principali aspetti normativi ed analitici per lo sviluppo di un imballaggio destinato al food packaging?

La regola base nella progettazione di un qualsiasi imballaggio alimentare deve seguire una semplice definizione: ad ogni prodotto il proprio imballaggio. Su questo fronte si delinea l'esigenza di concepire, produrre e controllare le confezioni in funzione delle condizioni d'uso specifico. Prima quindi di ideare un qualsiasi tipo di imballaggio è importante tenere conto della tipologia di alimento, e del tipo di distribuzione e consumo che dovrà affrontare. Si tratta di un tema complesso e multidisciplinare che coinvolge produttori, utilizzatori, designer e laboratori. In particolare per quanto riguarda i packaging cellulosici alimentari la normativa prevede standard scrupolosi volti a preservare la sicurezza dei consumatori: ad esempio la carta riciclata non può essere a contatto diretto con gli alimenti, mentre per verificare il livello di riciclabilità di un imballaggio è stato approntato un metodo ad hoc di cui tenere conto già nella fase di produzione. Come Club Carta e Cartoni stiamo lavorando per fare cultura e promuovere queste conoscenze direttamente presso le aziende utilizzatrici: uno degli obiettivi che vorremmo presto raggiungere è la messa a punto di schede tecniche unificate per tutte le tipologie di imballaggi.

Comieco ha creato "Best Pack", il database che raccoglie i migliori esempi di packaging eco-sostenibili italiani e internazionali. I migliori esempi di food packaging eco-sostenibile italiani e internazionali?

Best Pack è una banca dati che presenta oltre 400 casi di packaging sostenibili dall'Italia e dal mondo, di ogni ordine e categoria merceologica. Si tratta di best practice innovative e che puntano alla prevenzione, un aspetto su cui Comieco vuole insistere con sempre maggiore impegno. Dall'Italia a Singapore, dalla Lettonia alla Nuova Zelanda si contribuisce al principio della prevenzione, attraverso interventi capaci di migliorare le performance ambientali dell'imballaggio. Le azioni maggiormente premiate riguardano la facilitazione dell'attività di riciclo (imballaggi monomateriale e riciclabili), il risparmio di materia prima (alleggerimento) e l'ottimizzazione dei volumi (riduzione delle dimensioni).

Roberta Ragni

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