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molocchi 2GNL marittimo, 1 miliardo di investimenti nella supply chain del GNL per uso navale, per 10 miliardi di benefici ambientali e 100 miliardi di nuovi investimenti. Sono questi i numeri che emergono dal Green Shipping Summit, ospitato alla V edizione di Port&ShippingTech, forum internazionale dedicato all'innovazione tecnologica per lo sviluppo del cluster marittimo, tenutosi il 19 e 20 settembre a Genova.

Tanti i temi toccati, a partire dalla proposta di direttiva europea del 24/1/2013 Infrastrutture per la fornitura dei combustibili alternativi, che punta al miglioramento della qualità dell'aria nei contesti portuali, nei mari e nelle aree continentali europee. La proposta prevede, infatti, che tutti i porti della rete globale trans-europea dei trasporti si dotino entro il 2020 di punti di rifornimento del GNL, definendo inoltre le specifiche tecniche comuni della catena di fornitura.

Ne abbiamo parlato con Andrea Molocchi, di Ecba Project, la società di ricerca e consulenza che si è occupata del coordinamento scientifico del convegno e ha stimato che la diffusione del GNL nel Mediterraneo potrebbe ridurre i costi esterni sanitari e ambientali del trasporto marittimo fino all'81%, con un beneficio ambientale nell'area del Mediterraneo che può superare i 10 miliardi l'anno.

Quali sono i vantaggi del GNL dal punto di vista ambientale?

Sotto il profilo ambientale, il GNL permette una forte riduzione dell'inquinamento atmosferico dovuto alle navi e, anche se in minor misura, anche una riduzione complessiva dei gas serra. Ecba Project ha stimato che la diffusione del GNL nel Mediterraneo potrebbe ridurre i costi esterni sanitari e ambientali del trasporto marittimo fino all'81%, con un beneficio ambientale nell'area del Mediterraneo che può superare i 10 miliardi l'anno (cfr. figura). La stessa proposta di Direttiva afferma il nuovo ruolo del GNL come combustibile marino del prossimo futuro: nella strategia climatica europea (orizzonte 2050) di riduzione delle emissioni di gas serra nei trasporti del 60%, l'innovazione tecnologica e gestionale per il miglioramento dell'efficienza energetica delle navi dovrà avvenire in un quadro di progressivo abbandono del petrolio, sostituito dal GNL come nuovo combustibile pulito, che permetterà di ottimizzare i risultati delle misure di efficienza energetica in termini di tutela della salute.

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Quanto costa il GNL? È conveniente?

La vera novità, ribadita da vari interventi al Green Shipping Summit, è proprio che il GNL sta emergendo come un valido combustibile marino, alternativo ai prodotti petroliferi, soprattutto per ragioni economiche: è infatti molto più conveniente rispetto al costosissimo gasolio marino a basso tenore di zolfo, che lo shipping si stava rassegnando a usare obbligatoriamente per rispettare le future normative ambientali. Non solo: allo stato attuale dei prezzi relativi del gas e del petrolio, il GNL è anche del 15-25% più conveniente rispetto al combustibile marino ad alto tenore di zolfo, oggi ancora utilizzato come principale fuel navale nel Mediterraneo.

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Qual è l'ordine di grandezza degli investimenti che saranno necessari in Italia?

In base alle stime illustrate da Ecba Project al convegno, gli investimenti in Italia associati agli obblighi di infrastrutturazione nei porti, in relazione agli obblighi di infrastrutturazione previsti dalla direttiva, sono compresi fra 700-1100 milioni di euro al 2020, a seconda della possibilità o meno di adeguare i terminal di importazione esistenti evitando depositi di stoccaggio in alcuni porti, suddivisi fra infrastrutture di stoccaggio e distribuzione (400-600 milioni) e investimenti per la costruzione di bettoline e navi di bunkeraggio del GNL (300-500).

Agli investimenti per lo sviluppo della supply chain marina, bisogna aggiungere quelli necessari per il rinnovo e, ove possibile, adeguamento della flotta nel prossimo decennio, e qui si parla di miliardi. Si pensi solo che, prendendo in esame la distribuzione per età della flotta italiana, si contano circa 130 navi di età superiore ai 29 anni, di cui circa 30 traghetti. Queste navi dovranno essere necessariamente sostituite nei prossimi anni e la loro costruzione potrebbe essere appannaggio dei cantieri nazionali, che di recente hanno già acquisito commesse di questo tipo. Se in questo quadro di opportunità aggiungiamo gli interessi dell'industria nazionale di produzione dei mezzi pesanti, è facile intuire che la proposta di direttiva europea rappresenti un'imperdibile occasione di recupero della competitività dell'industria italiana nel contesto globale.

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Qual è lo stato dell'arte in Europa e nel nostro Paese?

Antonis Michail, dell'associazione europea dei porti (ESPO), ha illustrato almeno una decina di esempi di progetti e investimenti in corso riguardanti nuove infrastrutture di stoccaggio e distribuzione nei porti del Nord Europa, e ha citato numerosi altri esempi a livello globale, a dimostrazione che negli ultimi tre anni si è innescato un profondo processo di innovazione volto a sfruttare il vantaggio competitivo del GNL come carburante marittimo. Per quanto riguarda l'Italia, il cluster marittimo italiano insieme all'industria del gas e a quella criogenica dovranno dare una risposta di sistema per superare i rischi di eventuali ritardi e realizzare le opportunità di questa trasformazione. La proposta di direttiva europea sulle infrastrutture per i combustibili alternativi è intervenuta tempestivamente, all'inizio del 2013, per promuovere un mercato unico del GNL a livello europeo sia mediante l'introduzione di standard normativi, sia iniziando a sviluppare la rete di distribuzione del GNL per i trasporti, non solo marittimi ma anche terrestri (trasporto pesante), attraverso obblighi di infrastrutturazione minima a carico degli Stati Membri.

Mario Notaro

GreenBiz.it

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