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Se il GSE fosse stato veramente imparziale non avrebbe bloccato gli incentivi al fotovoltaico con batteria di accumulo. Lo dice Simone Quaratino, direttore commerciale di Solon Italia, rispondendo alle nostre domande in un'intervista video.

Quello delle batterie per fotovoltaico, se ci fosse un minimo di aiuto statale o quanto meno se non ci fossero ostacoli strumentali, potrebbe essere il prossimo mercato green a sperimentare un boom simile a quello dei pannelli solari. Simone Quaratino, che questo mercato lo conosce benissimo, ne è convinto e non si spiega la recente nota con cui il GSE ha bloccato l'erogazione degli incentivi agli impianti fotovoltaici con annesso sistema di accumulo.

"Quella lettera del GSE ha fatto un po' di terrorismo psicologico - ci spiega Quaratino - Nel momento in cui l'industria fotovoltaica ha fatto uscire i primi sistemi di accumulo i consumatori hanno detto: "Ecco, è proprio quello di cui ho bisogno". Perché una famiglia normale ha un livello di autoconsumo molto basso e la batteria può aumentarlo fino all'80%. Questa lettera del GSE ha raffreddato gli entusiasmi, sia dei consumatori che dell'industria fotovoltaica che stava lavorando in questa direzione".

Il GSE, in pratica, ha fatto di tutta l'erba un fascio non distinguendo tra le varie tecnologie di accumulo già oggi disponibili: "Quello che posso dire è che quella lettera aveva bisogno di qualche spiegazione in più. Parla di sistemi d'accumulo senza fare differenze. Ci sono diverse aziende che forniscono sistemi d'accumulo che si inseriscono nell'impianto tra i pannelli fotovoltaici e l'inverter (e quindi prima del contatore per lo Scambio sul Posto), e altre aziende i cui sistemi lavorano completamente a isola e a valle del sistema. Noi abbiamo scelto di lavorare a isola, non cambiamo i flussi di energia".