Menu

ISTAT ambiente tv 0Solo il 45% della popolazione italiana si interessa di tematiche ambientali e 8 cittadini su 10 si informano a riguardo utilizzando soprattutto radio e televisione: è quanto emerge dal report ISTAT Popolazione e ambiente: comportamenti valutazioni e opinioni, che delinea il rapporto tra i cittadini italiani e l'ambiente, analizzando i risultati di interviste realizzate nel 2012.

L'indagine rivela che, nel 2012, meno della metà della popolazione italiana ha dichiarato di interessarsi "molto" (8,8%) o "abbastanza" (36%) alle tematiche ambientali. Confrontando i dati con quelli relativi al 1998, si registra una crescita di interesse di appena 8 punti percentuale, segno che, nell'arco di quasi un quindicennio, non sono stati compiuti significativi passi avanti nell'opera di sensibilizzazione dei cittadini su problemi e rischi collegati all'ambiente.

ISTAT 1 1

A livello territoriale, l'interesse nei confronti dell'ambiente è maggiore nelle regioni settentrionali (il 51% nel Nord-Est e il 50% nel Nord-Ovest). Il Mezzogiorno, pur avendo compiuto passi avanti rispetto al 1998, è ancora piuttosto indietro (con 38,1%), mentre il Centro si colloca, seppure di poco, al di sotto degli standard nazionali (43,4%).

Il report rivela anche che a interessarsi maggiormente all'ambiente sono gli uomini (il 46,7% contro il 43,2% delle donne), gli occupati (il 52,9%) e i laureati (il 70%). I giovanissimi (compresi nella fascia d'età 14-24 anni) e gli over 75 risultano i meno interessati (rispettivamente 38% e 27%), soprattutto rispetto ai 45-54enni (il 51%) e ai 55-64enni (il 53%).

ISTAT 2 2

Ma come si informano i cittadini più volenterosi e impegnati? Gli intervistati hanno dichiarato di entrare in contatto con le problematiche legate all'ambiente soprattutto attraverso programmi televisivi e radiofonici (strumenti di informazione che accomunano l'85% delle persone che dichiarano di interessarsi "molto" o "abbastanza"). Seguono poi la lettura dei giornali (il 54%) e di riviste o libri specializzati (il 12%).

È ancora piuttosto marginale, invece, la partecipazione attiva, come la presenza a conferenze dedicate temi ambientali (il 5% degli interessati), l'adesione a iniziative delle associazioni ambientaliste (il 3%), l'iscrizione alle associazioni stesse (il 2%) o il finanziamento di iniziative di salvaguardia dell'ambiente (il 2%).

ISTAT 3 3

L'elevata percentuale della popolazione che continua a prediligere i media tradizionali come fonte di informazione sull'ambiente rivela l'urgenza di parlare di più e meglio di tematiche ambientali in radio e in televisione, senza limitarsi ad affrontare i problemi solo in relazione ad eventuali fatti di cronaca, come alluvioni, frane, sversamenti, uragani o emergenza rifiuti.

Il report ISTAT svela anche che le differenze più rilevanti nelle modalità di fruizioni delle informazioni si riscontrano in rapporto al titolo di studio: all'aumentare del livello di istruzione, infatti, diminuisce la quota di popolazione che si informa attraverso la radio e la TV, mentre aumenta la percentuale di individui che leggono giornali e pubblicazioni specializzate e che praticano forme di partecipazione più attive. Tra i laureati si rivela pertanto maggiore la propensione ad andare a cercare attivamente le notizie di proprio interesse.

Schizzando una sorta di identikit sia del cittadino che si informa attraverso i media tradizionali, sia del cittadino che preferisce la stampa e pubblicazioni specialistiche, il rapporto ISTAT mostra che la televisione e la radio sono utilizzate in misura maggiore da un pubblico femminile, anziano (ultra 64enne), con livello di istruzione basso e residente al Mezzogiorno, mentre la stampa (sia generalista che specializzata) è privilegiata dagli uomini, dagli studenti, dalla popolazione con alto titolo di studio e che risiede nel Nord-Est.

Lisa Vagnozzi

LEGGI anche

Cambiamenti climatici: Obama lancia un sito web per informare i cittadini

Cambiamenti climatici: tv e media ne parlano sempre meno

GreenBiz.it

Network