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giappone piano nucleareApprovata dal Governo giapponese la prima strategia energetica nazionale dopo l'incidente nucleare che ha colpito Fukushima più di tre anni fa, a seguito del terremoto e dello tsunami. Secondo il nuovo piano, il nucleare sarà comunque una fonte importante di energia elettrica per la nazione, insieme al carbone.

Nelle sue 78 pagine, il documento, reso noto l'11 aprile scorso, delinea le politiche riguardanti la produzione e la fornitura di energia, annoverando l'atomo, le rinnovabili ed altre fonti. Elaborata basandosi sulle raccomandazioni fornite da una task force di 15 membri composta in gran parte da accademici, la nuova strategia energetica nipponica non esclude dunque il ricorso all'atomo, anzi.

Il nuovo piano sottolinea il ruolo di primo piano del nucleare nel futuro del Giappone, considerato “una fonte importante di approvvigionamento di elettricità”, impegnandosi però a riavviare i reattori solo dopo averne confermato la sicurezza.

È essenziale, per ripristinare rapidamente un sistema a basso costo e un'alimentazione stabile, riavviare i reattori la cui sicurezza è confermata,” ha detto Akio Mimura, Presidente della Camera di Commercio e dell'Industria del Giappone. Anche se più volte che il Giappone ha sottolineato la propria intenzione di ridurre la dipendenza dal nucleare, non riuscirà comunque a distaccarsene, come aveva invece annunciato dopo il disastro di Fukushima.

Secondo il rapporto, il Giappone si impegnerà comunque nella produzione di maggiori quantità di energia rinnovabili, fissando livelli al di sopra di quelli precedentemente annunciati. Il piano del 2010 prevedeva che il Giappone ottenesse circa il 20 per cento della sua elettricità dall'energia pulita entro il 2030. Ancora oggi, però, i combustibili fossili rappresentano circa il 90 per cento della produzione di energia elettrica del paese, secondo i dati del governo.

E se non fosse già abbastanza, il primo ministro Shinzo Abe sta spingendo l'industria carboniera del Giappone ad espandere le vendite sia in patria che all'estero, deludendo le aspettative di chi aveva creduto ad una riconversione in chiave sostenibile del settore energetico giapponese. Non solo il nucleare, anche il carbone avrà dunque un ruolo di primo piano, considerato un'importante fonte di elettricità a lungo termine. Meno spazio, nel piano, hanno trovato gli obiettivi specifici legati all'eolico, al fotovoltaico e al geotermico.

Altro che rivoluzione energetica. Solo per dare un'idea, in attesa del riavvio dei reattori nucleari inattivi perché in attesa dei controlli di sicurezza, le 10 aziende elettriche del Giappone hanno consumato 5,66 milioni di tonnellate di carbone a gennaio, un record per il mese e il 12 per cento in più rispetto ad un anno fa.

Non è possibile escludere il carbone quando si pensa al migliore mix energetico per mantenere i costi stabili in Giappone”, ha dichiarato Naoya Domoto, presidente delle operazioni energetiche di IHI.

Quello che era stato previsto dal piano di base era presentare una grande politica per superare il nucleare”, ha detto la Japan Renewable Energy Foundation. “Ma il piano indica che il governo ha rinunciato a svolgere quel ruolo e non promuove il superamento delle vecchie politiche energetiche”.

Anche il WWF Giappone ha esortato il governo a fissare un obiettivo per promuovere l'energia pulita il più presto possibile. “Il Giappone ha bisogno fondamentalmente di riconoscere che un aumento dell'uso del carbone è un problema serio per il cambiamento climatico. Il paese ha bisogno di spingere per la riduzione di anidride carbonica”.

Ma il Governo di Abe ha già in mente cosa fare. Puntare al miglioramento dell'efficienza energetica legata la carbone attraverso la tecnologia A-USC. “Applicando la tecnologia del carbone più avanzata, Giappone, Stati Uniti, Cina e India possono ridurre insieme 1,5 miliardi di tonnellate di emissioni di anidride carbonica all'anno”, aveva detto Toshimitsu Motegi, Ministro del commercio del Giappone. Atomo e fonti fossili, questo è il futuro scritto oggi dal governo nipponico.

Francesca Mancuso

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