Menu

Obama taglio emissioni 0L'attesa è finalmente finita: il tanto anticipato "piano Obama" per combattere emissioni inquinanti e cambiamenti climatici è stato rivelato ieri da Gina McCarthy, responsabile dell'EPA – Environmental Protection Agency. Il Clean Power Plan prevede un taglio delle emissioni del 30% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005.

"Per il bene delle nostre famiglie e il futuro dei nostri figli, abbiamo l'obbligo morale di agire sul clima" – ha dichiarato la McCarthy presentando il piano – "Facendolo, trasformeremo i rischi legati al clima in opportunità economiche. Promuoveremo innovazione e investimenti e costruiremo un'economia pulita che sarà leader a livello mondiale."

Il costo stimato dell'operazione è di 8,8 miliardi di dollari all'anno, e dovrebbe essere "compensato" da una crescita del settore delle rinnovabili, in particolare il solare, e da un miglioramento del 25% delle condizioni di salute della popolazione americana, con una sensibile diminuzione di crisi asmatiche e morti premature. Il taglio del 30% delle emissioni porterà infatti ad una riduzione dell'inquinamento ambientale equivalente all'eliminazione di due terzi dei veicoli a motore che ogni giorno percorrono le strade del Paese.

Il Clean Power Plan sarà finalizzato nel corso del prossimo anno e ogni Stato federale avrà la facoltà di perseguire l'obiettivo della riduzione delle emissioni in piena autonomia, nei modi che ritiene più opportuni, a partire dall'efficientamento degli impianti industriali, troppo spesso vecchi ed energivori.

Nel 2012, il 37% dell'elettricità consumata negli Stati Uniti è stata prodotta dal carbone, il 30% dal gas naturale, il 19% dal nucleare, il 7% dall'idroelettrico e appena il 5% da eolico e solare. Secondo le stime, entro il 2030 tale situazione dovrebbe mutare sensibilmente: la quota di energia derivata dal carbone dovrebbe scendere al 30%, mentre solare ed eolico dovrebbero salire al 9%.

Il piano, come sottolineato da numerosi commentatori, è la mossa più audace mai compiuta dagli Stati Uniti in materia di tutela dell'ambiente, in quanto, per la prima volta, vengono fissati limiti nazionali all'emissione di anidride carbonica. E se per la maggior parte dei Democratici si tratta di un passo avanti che attribuirà agli Stati Uniti la leadership globale nella lotta ai cambiamenti climatici, non mancano critiche e voci dissonanti, non solo dal versante repubblicano.

I detrattori delle nuove misure sul clima (tra cui politici, industriali e opinionisti) sono convinti che l'operazione avrà numerosi effetti negativi, quali l'aumento delle tariffe relative alla produzione elettrica, un indebolimento della grande industria americana, a tutto vantaggio della Cina, e la distruzione di migliaia di posti di lavoro in alcune aree del Paese, come gli Stati centro-meridionali, la cui economia poggia sul carbone, con delle perdite che potrebbero raggiungere i 50 miliardi di dollari all'anno.

Il Presidente Obama tuttavia tira dritto, sempre più deciso a fare della lotta ai cambiamenti climatici la bandiera dell'ultima parte del suo secondo mandato presidenziale.

Lisa Vagnozzi

LEGGI anche

Cambiamenti climatici: quanto contano per Obama? Tra poco la verita'

Cambiamenti climatici: 1 mld di dollari per la resilienza nel budget 2015 di Obama

Il Climate Action Plan renderà gli Stati Uniti leader della lotta ai cambiamenti climatici. Parola di Obama

GreenBiz.it

Network