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onu2nov7Agire, e anche in fretta. Gli effetti dei ambiamenti climatici: potrebbero presto diventare irreversibili. Ammettendo ancora una volta che la colpa sia dell'uomo, le Nazioni Unite invitano all'azione. Occorre limitare a 2° C entro il 2100 l'aumento globale delle temperature, o sarà davvero impossibile tornare indietro.

Parlando di influenza umana “chiara e crescente” sul sistema climatico, un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato ieri 2 novembre ha messo in guardia, sostenendo che, se lasciato incontrollato, il cambiamento climatico aumenterà la probabilità di effetti gravi, diffusi e irreversibili per le persone e gli ecosistemi.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha detto che se il mondo mantiene il suo atteggiamento attuale, l'opportunità di contenere l'aumento della temperatura al di sotto dell'obiettivo internazionale di 2 gradi Celsius “scivolerà via entro il prossimo decennio”.

Un rischio tutt'altro che distante, anzi. “Con quest'ultimo rapporto, la scienza ha parlato ancora una volta e con molta più chiarezza. Il tempo non è dalla nostra parte. I leader devono agire”, ha dichiarato il capo delle Nazioni Unite, a Copenhagen, durante la conferenza stampa per lanciare l'ultima parte della quinta relazione di valutazione da parte dell'Ipcc.

Secondo la relazione di sintesi, l'aumento globale delle temperature è inequivocabile. Dal 1950 molti dei cambiamenti osservati sono senza precedenti rispetto ai millenni precedenti.

“La nostra valutazione ritiene che l'atmosfera e gli oceani si siano scaldati, la quantità di neve e ghiaccio è diminuita, il livello del mare è aumentato e la concentrazione di anidride carbonica è aumentata a un livello senza precedenti almeno negli ultimi 800mila anni”, ha precisato Thomas Stocker, co-presidente del Gruppo di lavoro I dell'IPCC, che ha partecipato alla compilazione della relazione finale insieme ad altri due gruppi di lavoro di esperti.

Si tratta, secondo Ban Ki-moon della “valutazione più completa dei cambiamenti climatici” mai realizzata, uno studio cui dare credito e che dovrebbe esortare all'azione.

"Il rapporto dell'IPCC è un monito per i politici di tutto il mondo. Proprio la scorsa settimana l'UE ha raggiunto un accordo sui propri obiettivi al 2030 in materia di clima ed energia poco ambizioso e con obiettivi decisamente insufficienti – dichiara Luca Iacoboni, Responsabile Campagna Clima & Energia Greenpeace Italia – È necessario che l'UE mantenga la leadership nella lotta al riscaldamento globale, soprattutto in un momento in cui Cina e Usa sembrano voler prendere impegni seri sul tema. Per questo deve rivedere al rialzo i propri obiettivi al 2030, in vista della conferenza sul clima di Parigi 2015".

Il rapporto non lascia molti dubbi su quale debba essere la direzione da adottare nei prossimi anni e specifica che entro il 2050 sarà necessario soddisfare con energie rinnovabili almeno l'80 per cento delle necessità energetiche globali, e entro il 2100 i combustibili fossili andranno completamente eliminati.

"La scienza ci dice che il futuro saranno le rinnovabili e l'efficienza energetica, mentre il governo italiano sembra voler rimanere ancorato al passato con le sue scelte. Il Senato voterà dopodomani il decreto Sblocca Italia, che dà il via libera alle trivelle nei nostri mari per due gocce di petrolio, mentre continuano le misure per colpire le rinnovabili. Una doppia follia: non solo si continueranno ad estrarre combustibili fossili, che dovrebbero invece rimanere sotto terra per fermare i cambiamenti climatici, ma lo si farà mettendo a rischio il mare italiano e settori come turismo e pesca sostenibile, fondamentali per la nostra economia" conclude Iacoboni.

Per fortuna c'è anche una buona notizia. Basterebbe agire subito, con gli attuali mezzi a disposizione, per costruire un mondo più sostenibile. A partire dalle energie rinnovabili, sempre più competitive anche dal punto di vista economico, fino all'efficienza energetica che ha da tempo dimostrato il suo valore.

Francesca Mancuso

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