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immagineA margine del vertice del G20 a Brisbane, in Australia, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha incontrato ieri gli alti funzionari europei e il primo ministro della Turchia per discutere anche della crisi in corso in Ucraina e il cambiamento climatico.

Il G20 ha riaffermato il suo impegno a “un'azione forte ed efficace per affrontare il cambiamento climatico”, annunciando nuove misure per promuovere le energie pulite e l'efficienza e riaffermando l'impegno dei paesi a eliminare gradualmente gli aiuti di stato ai combustibili fossili, al finanziamento di un nuovo Fondo verde per il clima e la finalizzazione un nuovo trattato internazionale sul cambiamento climatico a Parigi il prossimo anno.

Tuttavia, i rapporti emersi rivelano come i passaggi sui cambiamenti climatici discussi in occasione del vertice di Brisbane siano stati tra i più controversi e discussi, con il primo ministro australiano Tony Abbott pronto a bloccare i sussidi ai combustibili fossili. Secondo quanto illustrato dal comunicato reso noto a margine della conferenza di Brisbane, occorre una maggiore collaborazione in materia di energia. I mercati energetici globali stanno attraversando una fase di forte trasformazione.

Migliorare l'efficienza energetica è un modo conveniente per aiutare ad affrontare le crescenti esigenze di crescita sostenibile e di sviluppo, così come l'accesso all'energia e la sicurezza, riducendo nel frattempo i costi per le imprese e le famiglie. Da Brisbane è venuto fuori un nuovo piano d'azione per la collaborazione volontaria per l'efficienza energetica che vanno dalla produzione di energia elettrica alla diffusione di veicoli ecologici. “Ribadiamo il nostro impegno a razionalizzare ed eliminare gradualmente le sovvenzioni ai combustibili fossili inefficienti che incoraggiano gli sprechi, riconoscendo la necessità di sostenere i poveri”.

E poi i cambiamenti climatici. In linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e dei risultati concordati, al G20 è stato stabilito che le azioni future avrebbero sostenuto lo sviluppo sostenibile e la crescita economica, con la promessa di arrivare ai negoziati di Parigi del 2015 con un accordo in mano. Fondamentalmente, il documento reso noto a Brisbane lascia alla nazione ospitante lo spazio per operare liberamente e ignorare il Fondo verde per il clima dell'Onu. Il primo ministro australiano Tony Abbott aveva già detto in precedenza che l'Australia non avrebbe sostenuto il fondo, nonostante il presidente Obama si sia impegnato con 3 miliardi di dollari e il governo giapponese lo abbia seguito promettendone la metà.

Tuttavia, il testo finale rappresenta anche un duro colpo per il governo Abbott che aveva tentato di relegare in secondo piano il tema del cambiamento climatico al vertice del G20.

Francesca Mancuso

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