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immagineNiente da fare. Reato prescritto per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny nel processo Eternit. A stabilirlo ieri sera sono stati i giudici della Cassazione. Schmidheiny era l'unico imputato per disastro ambientale dopo la morte di Louis De Cartier.

Accolta dunque la richiesta del procuratore generale. Presieduta da Arturo Cortese, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna a 18 anni formulata il 3 giugno 2013 della Corte d'appello di Torino, dichiarando prescritto il reato. Insaieme sono stati annullati anche i risarcimenti per le vittime. Richiesta avvallata dal sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello. “Non essendo stati contestati gli omicidi, non si può legare il disastro ambientale alle vittime il disastro è prescritto per la chiusura degli stabilimenti nell’86 e pertanto la condanna va annullata”.

Spiega infatti Casalenews che la prescrizione per il reato di disastro ambientale è di 12 anni in un arco temporale che va dal 1986 (quando fu chiusa l'Eternit) al 1998. E la sentenza di primo grado è giunta nel 2012, dopo che i termini per la prescrizione erano scaduti.

"Rimaniamo sbigottiti e scandalizzati di fronte alla sentenza appena emessa dalla Corte di Cassazione. Di amianto si continua a morire e non va certo in prescrizione il dolore di chi continua a soffrire per la fibra killer. Questa sentenza doveva essere esemplare e di traino per la messa al bando dell’amianto a livello internazionale e invece si trasforma in una beffa per chi è stato esposto e per chi continua ad esserlo nei paesi in cui Eternit Spa ancora fa affari e continua ad estrarre e lavorare amianto" ha commentato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezz. “Vogliamo esprimere la massima solidarietà alle famiglie colpite da questo dramma. Ci lascia sgomenti l'idea che vengano considerati prescritti reati legati a delitti che ancora oggi continuano a mietere vittime. Eppure succede lo stesso anche per tutti i più gravi reati ambientali che ancora oggi sono di natura contravvenzionale e quindi considerati meno gravi del furto di una mela al supermercato. E questo continuerà a succedere fino a che il disegno di legge sui delitti contro l'ambiente nel codice penale, votato a larghissima maggioranza alla Camera nel febbraio scorso e ancora fermo nelle Commissioni ambiente e giustizia del Senato, non arriverà ad approvazione definitiva. I senatori diano un segnale di discontinuità votando i tempi brevi quel ddl, dopo questa ennesima vergognosa sentenza".

Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime che ieri hanno appreso della sconvolgente decisione della Cassazione di annullare la sentenza di condanna per il responsabile del dramma Eternit. Bene ha fatto il sindaco di Casale Monferrato a proclamare il lutto cittadino, e il premier Renzi dovrebbe proclamare il lutto nazionale, perché quella di ieri è una ferita profonda non solo per il territorio piemontese, ma per il Paese intero, attonito per il colpo di spugna che ha cancellato le responsabilità di migliaia di morti” hanno dichiarato i portavoce di Green Italia Annalisa Corrado e Oliviero Alotto.

Anche la Federazione italiana media ambientali ha espresso la propria indignazione nei confrotni della sentenza della Cassazione. "La nostra solidarietà va ai familiari delle migliaia di vittime provocate dall’inalazione della fibra prodotta negli stabilimenti dell’Eternit e all’intera cittadinanza offesa da questa pronunciazione. Di fronte a questo episodio diventa ancora più importante il ruolo dell’informazione perché rimangano accesi i riflettori sul dolore delle comunità locali e sul prosieguo di una vicenda giudiziaria che non si può certo concludere con un nulla di fatto, Fima si mobilita per garantire trasparenza e continuità nella diffusione di questi temi anche al fine di sollecitare la pronta approvazione dell’ingresso dei reati ambientali nel codice penale".

Francesca Mancuso

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