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emissioni cap and trade 0La Corea del Sud ha inaugurato un sistema di scambio di quote di emissione (ETS - Emissions Trading System) su scala nazionale, dando vita ad un mercato del carbonio che, per dimensioni, è il secondo più vasto al mondo, subito dopo quello europeo.

Il nuovo sistema "cap and trade", da cui sono escluse banche e agenzie commerciali, imporrà un tetto alle emissioni generate da 525 grandi industrie che, nel complesso, sono responsabili del 66% delle emissioni prodotte nel Paese e non riconducibili all'inquinamento da veicoli.

Il meccanismo di scambio appena lanciato da Seul rientra nei piani delineati dal Governo per tagliare le emissioni di gas serra del 30% rispetto ai livelli attuali entro il 2020.

La quantità totale di emissioni consentita per il periodo 2015-2017 è stata fissata a 1,687 milioni di tonnellate di carbonio e tutte le aziende coreane hanno ricevuto un determinato numero di permessi per coprire le proprie esigenze nel corso del triennio. Per rimanere in regola, le industrie che prevedono di generare una quantità di emissioni superiore a quella stabilita nei permessi in loro possesso dovranno acquistarne un surplus da chi inquina meno.

Nel primo giorno di attività, nel mercato delle emissioni coreano si sono registrate quattro operazioni, per un totale di 1.040 permessi scambiati.

"Ci aspettiamo volumi di scambio modesti all'inizio, almeno per i primi sei mesi."- ha commentato Anders Nordeng, analista del gruppo di ricerca indipendente Thomson Reuters Point Carbon – "In parte perché il meccanismo è nuovo e relativamente poco familiare per coloro che vi partecipano, in parte perché riteniamo che numerose industrie coreane eviteranno di agire in modi che potrebbero dare ai competitor delle indicazioni sul proprio tasso di crescita."

La Corea del Sud è il secondo Paese asiatico, dopo il Kazakistan, a lanciare un mercato nazionale delle emissioni, mentre dei sistemi di scambio di permessi a livello locale e regionale sono presenti in Giappone e Cina.

Lisa Vagnozzi

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