Menu

bandiera ueI piani dell'Ue per ridurre le emissioni di carbonio di almeno il 40 per cento rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030, sono stati approvati dai ministri, aprendo così la strada per presentare formalmente il contributo europeo in vista dell'accordo globale sul clima.

Nei giorno scorsi, l'Environment Council ha reso noto il cosiddetto “intended nationally determined contribution", il contributo determinato a livello nazionale (INDC), che sarà ora comunicato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Si concretizza dunque l'accordo tra capi di Stato e di governo dell'Ue, raggiunto nel mese di ottobre 2014, il cosiddetto pacchetto clima energia 2030. Il primo passo verso la riduzione a lungo termine delle emissioni nazionali del 80%.

La strategia europea, anche se meno ambiziosa di quanto sperato, soddisfa le richieste dell'IPCC secondo cui i paesi sviluppati dovranno ridurre le emissioni dell'80-95% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. Inoltre, l'Europa cercherà anche di ridurre le emissioni globali del 60% rispetto ai livelli del 2010 entro la metà del secolo, per mantenere le temperature globali al di sotto dei 2° C.

Tutti gli occhi sono puntati su Parigi dove a dicembre durante la Cop21, si dovrà raggiungere un nuovo accordo globale sul clima. I paesi hanno accettato di presentare i contributi stabiliti a livello nazionale, che contengono gli obiettivi di riduzione delle emissioni.

L'Ue vuole portare a Parigi un accordo internazionale che soddisfa i seguenti criteri chiave: creare un quadro giuridico comune che si applica a tutti i paesi, definire obiettivi chiari, equi e ambiziosi per tutti i paesi sulla base dell'evoluzione delle circostanze economiche nazionali e globali e rivedere e rafforzare regolarmente gli obiettivi dei paesi in vista del target dei 2°C.

Miguel Arias Cañete, commissario Ue per il clima e l'energia, ha detto: “Sono orgoglioso che l'Unione europea sia in grado di presentare questo contributo ambizioso e tempestivo. È la nostra giusta quota di ciò che deve essere fatto per ottenere il concordato obiettivo a livello internazionale delle temperature al di sotto dei 2° C. Faccio ora appello a tutti i nostri partner, in particolare alle economie emergenti, a farsi avanti in tempo e almeno ad eguagliare il nostro livello di ambizione. A Parigi, avremo una reale opportunità di concludere un accordo che aiuterà il mondo ad evitare un pericoloso cambiamento climatico”.

Adesso l'Ue e i suoi Stati membri dovranno esortare tutte le altre parti, in particolare le maggiori economie, a comunicare i loro INDC entro la fine di marzo 2015. La bozza del testo per l'accordo è stato concordato a Ginevra a febbraio. Prima della conferenza di Parigi, i negoziati proseguiranno nel corso delle riunioni delle Nazioni Unite a giugno, settembre e ottobre a Bonn.

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

Rinnovabili al 60% entro il 2030: verso l'Unione energetica europea

Transizione energetica: autoproduzione e generazione distribuita preoccupano le DSO

#EnergyUnion: l'Unione energetica europea in 4 punti (VIDEO)

#EU2030: accordo clima-energia raggiunto, ma è un fallimento

#Parigi2015: entro il 2030 la Svizzera dimezzera' le emissioni. E l'Europa?

GreenBiz.it

Network