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Secondo uno studio della London School of Economics, le emissioni di gas serra in Cina raggiungeranno il picco nel 2025, con cinque anni di anticipo rispetto agli obiettivi dichiarati dal Governo di Pechino. Se così fosse, avvertono i ricercatori, sarebbe ancora possibile evitare che il riscaldamento globale superi la soglia dei 2° C rispetto ai livelli preindustriali.

Se le tendenze attuali si confermeranno, nel 2025 la Cina, il più grande emettitore di gas serra del mondo, che da anni vive le conseguenze di uno sviluppo economico insostenibile, con un inquinamento di aria e risorse idriche che ha raggiunto livelli estremamente pericolosi, rilascerà nell'atmosfera dai 12,5 ai 14 miliardi di tonnellate di anidride carbonica equivalente. Una quota molto elevata, è vero, ma destinata a declinare gradualmente negli anni successivi.

Lo rivela uno studio condotto da due istituti di ricerca della prestigiosa università londinese, coordinato dall'esperto di economia e clima Nicholas Stern e dall'analista Fergus Green.

La ricerca sottolinea come, dopo anni di crescita ininterrotta, nel 2014 e nei primi tre mesi del 2015 il consumo cinese di carbone sia notevolmente diminuito: secondo gli studiosi, tale trend dovrebbe confermarsi nei prossimi cinque anni, venendo bilanciato dall'aumento del consumo di gas naturale.

"I risultati dello studio suggeriscono che è sempre più probabile che il mondo riesca ad evitare che il riscaldamento globale superi i 2°C al di sopra dei livelli preindustriali." - si afferma nel comunicato stampa che accompagna la pubblicazione del report – "Analizzando le tendenze nei settori responsabili delle emissioni, è possibile concludere che è improbabile che le emissioni di gas serra cinesi raggiungano il picco nel 2030, data fissata come limite-massimo dal presidente Xi Jinping nel novembre 2014, mentre è più probabile che il picco venga raggiunto già del 2025, se non addirittura prima."

L'anticipo del picco sarebbe dovuto a cambiamenti strutturali nell'economia cinese e al perseguimento di politiche più sostenibili, volte a ridurre l'impatto ambientale della crescita economica. Una svolta che, se confermata, potrebbe permettere di evitare gli effetti più disastrosi dei cambiamenti climatici.

Lisa Vagnozzi

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