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obamabarack 600Ridurre le emissioni del 32% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005
: è l’impegno annunciato dal presidente Usa Barack Obama, che ha presentato il Clean Power Plan e non ha dimenticato di citare Papa Francesco e la sua. Lo dice il nome stesso: il piano per contrastare i cambiamenti climatici ha come focus le rinnovabili e – lo abbiamo anticipato ieri – nel mirino ci sono le centrali elettriche. Mediaticamente, un discorso che non passa inosservato, con quel pizzico di retorica in perfetto stile americano che parla dritto al cuore. Ma ricordiamo che a parlare è una delle nazioni che storicamente ha contribuito maggiormente ad inquinare il nostro Pianeta.

1. L’IMPEGNO DEGLI STATI

Ogni Stato Usa dovrà rispettare gli standard previsti dal piano e dovrà creare un piano proprio. In questo modo:

- si proteggerà la salute dei cittadini: al 2030 si conteranno 3.600 morti premature in meno, 1.700 infarti non letali in meno, 90.000 attacchi d’asma in meno nei bambini, 300 mila giorni di lavoro e di scuola persi in meno;

- si darà impulso all’economia, portando le rinnovabili al 30% di generazione in più, abbassando i costi dell’energia pulita, creando decine di nuovi posti di lavoro;

- si faranno risparmiare le famiglie, che vedranno diminuire i costi delle bollette elettriche di 85 dollari all’anno, con un risparmio totale di 155 mld dal 2020 al 2030 a livello di consumi; e quell’energia risparmiata potrebbe rifornire 30 mln di case nel 2030.

3. MENO EMISSIONI E PIU’ RINNOVABILI

Il piano punta a ridurre le emissioni delle centrali elettriche, che sono la fonte primaria e rappresentano circa 1/3 delle emissioni di gas serra. Il Piano fissa una riduzione del 32% di inquinamento da carbonio entro il 2030. Intanto, sempre entro il 2030, le rinnovabili dovranno aumentare la quota di energia prodotta del 30%. La seconda fonte di inquinamento di questo tipo deriva dai veicoli come tir, autobus, camion, quindi in generale dal comparto dei trasporti. Sono già stati fissati standard severi riguardo le performance di questi veicoli con vari interventi dell’amministrazione.

centrale usa

Altro fronte caldo, quello dell’efficienza energetica nelle abitazioni, nelle aziende e negli uffici: anche in questo caso, sono già in atto vari interventi, come lo stanziamento da parte del Dipartimento dell’Agricoltura nel 2013, con 250 mln di dollari destinati agli abitanti delle zone rurali al fine di tagliare i costi in bolletta grazie a rinnovabili ed efficienza energetica.

usagreenhouse

4. PREPARARSI ALL’IMPATTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

La conoscenza scientifica va tradotta in comportamenti pratici. A maggio è stato realizzato il “Third U.S. National Climate Assessment”, che racchiude proprio informazioni e dati scientifici sugli impatti dei cambiamenti climatici. Vanno poi supportati programmi moderni e investimenti resilienti ed esiste già una task force composta da 26 governatori ed esponenti locali per valutare conseguenze e impatto dei cambiamenti climatici con le possibili soluzioni in termini di assistenza e vicinanza ai cittadini. Nel frattempo, si pensa anche alla ricostruzione dopo l’uragano Sandy, con una strategia mirata che servirà da modello.

5. NEGOZIAZIONI A LIVELLO GLOBALE

Gli Usa vogliono ancora essere i leader delle negoziazioni, siglando anche partnership per sostenere le rinnovabili, la lotta contro la deforestazione e gli sprechi. A novembre 2014 Obama stesso aveva annunciato di voler stanziare 3 mld di dollari destinati al Green Climate Fund per tagliare le emissioni di carbonio e sviluppare forme di resilienza dei Paesi in via di sviluppo.

Anna Tita Gallo

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