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L'India può aumentare le probabilità di arrivare a un accordo sul clima, in occasione della conferenza di Parigi. Mancano ormai meno di 90 giorni all'avvio della Cop21 sui cambiamenti climatici.

Dopo le sessioni negoziali di questa settimana a Bonn, in Germania, ci saranno 86 giorni di tempo per gettare le basi per un accordo globale.

Ad oggi, 56 paesi hanno presentato i loro impegni di riduzione delle emissioni (Intended Nationally Determined Contributions – INDC). La Cina lo ha già fatto insieme a molti altri paesi. Ma se da una parte gli INDC coprono più del 60 per cento dei gas serra globali (GHG), essi rappresentano solo circa un quarto dei 196 paesi membri della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

L'elenco dei paesi che non hanno ancora presentato i loro impegni comprende una serie di emettitori chiave, tra cui il quarto, settimo e ottavo più grande emettitore in termini assoluti: India, Brasile e Indonesia.

Proprio l'India avrà un ruolo di primo piano e le sue scelte potranno avere un peso importante nel panorama globale. Anche se non si sa con certezza cosa farà il paese, la scorsa settimana è trapelata la notizia che il ministro dell'Ambiente Prakash Javadekar abbia indicato che il governo del primo ministro Narendra Modi sta lavorando a un obiettivo a lungo termine.

Ciò significa che l'India si impegnerà in una serie di iniziative sia di mitigazione che di adattamento, seguendo l'esempio del Messico, cercando di far decollare la sua azione se riceverà un finanziamento sufficiente dai paesi sviluppati.

Sulla base di primi rapporti, il paese lavorerà per ridurre l'intensità di carbonio della sua economia dal 20 al 30 per cento e punterà alla diffusione del fotovoltaico. Dal canto suo, l'India potrebbe anche aspirare a diventare 100% rinnovabile entro il 2050.

L'INDC dell'India è atteso probabilmente per la fine del mese o per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 15 settembre prossimo

Ma indipendentemente dal suo contenuto, la presentazione dell'India rischia di deludere molti osservatori. Secondo una recente analisi, l'India emetterà da qui al 2030 tra 56,9 miliardi e 59,1 miliardi di tonnellate di gas serra all'anno, dal 58 al 64% in più rispetto alla quantità stimata dagli scienziati per limitare l'aumento globale delle temperature entro i 2°C.

Tali fattori potrebbero contribuire al fallimento della conferenza di Parigi a meno che l'India non ci riservi una sorpresa.

Francesca Mancuso

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