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emissioni eolicoL’India è attualmente il terzo Paese al mondo più responsabile dell’emissione di gas serra. Ma ora annuncia un piano ambizioso: entro il 2030 il 40% dell’energia elettrica dovrà provenire da rinnovabili e fonti low-carbon.

Il piano arriva in vista del summit Onu di dicembre a Parigi in cui si parlerà di cambiamenti climatici ed è solo l’ultimo in ordine di tempo ad essere svelato.

In India vivono 1,2 mld di persone, di cui circa 363 mld in povertà; si prevede peraltro una crescita della popolazione fino a 1,5 mld di persone entro il 2030. Già entro il 2020 era stato fissato un obiettivo, quello di tagliare le emissioni del 25% al 2020.

Anche se l’India non è parte del problema, vuole essere parte della soluzione. Il nostro cumulo storico di emissioni ad oggi è sotto il 3%”,

ha puntualizzato il ministro dell’Ambiente Prakash Javadekar durante il suo discorso a New York, sulla scia di quanto detto da Papa Francesco negli Usa.

L’India è stata responsabile di emissioni record ma meno responsabile dell’inquinamento rispetto a quanto hanno fatto molti Paesi sviluppati dalla rivoluzione industriale. Ecco perché sono loro, dice il ministro, a doversi far carico della responsabilità morale dello stato attuale del Pianeta. Soprattutto perché le azioni del mondo sviluppato sono state pagate anche da quello in via di sviluppo.

L’Intended Nationally Determined Contribution (INDC), che l’India ha ora sottoposto all’Onu, si focalizza sull’utilizzo di energia pulita e sulla creazione di foreste, capaci di assorbire le emissioni di CO2. Un piano che piace ai gruppi ambientalisti. E anche a Rhea Suh, presidente del Natural Resources Defense Council (NRDC), che ha sede negli Usa.

Anna Tita Gallo

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