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paris20156 mesi fa si è formata una coalizione di oltre 100 Paesi, in segreto, che ora porta la sua posizione alla COP 21 di Parigi perché si raggiunga un accordo severo in materia di cambiamenti climatici. Al suo interno si contano Paesi molto diversi tra loro, comprese Cina e India.

Il Guardian svela l’esistenza di questo gruppo, che si definisce “high ambition coalition”, che parla per Paesi caraibici, africani, dell’area del Pacifico, insieme all’Ue e agli Usa. Ci sono 4 elementi chiave su cui si focalizza il gruppo:

- Raggiungere un accordo che sia legalmente vincolante;

- Fissare un obiettivo di lungo termine sul surriscaldamento globale che sia in linea con i consigli degli scienziati;

- Introdurre un meccanismo di monitoraggio e revisione degli impegni presi dai singoli Paesi sulla riduzione delle emissioni ogni 5 anni;

- Creare un sistema unico per tracciare i progressi nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.

Questo gruppo ha un ruolo importante perché si tratta di un nuovo soggetto che al summit di Parigi pressa per un accordo significativo, non solo formale, sia per limitare l’innalzamento della temperatura globale, sia per delineare una soluzione finanziaria di supporto ai Paesi più poveri.

Questa contrapposizione tra ricchi e poveri è tornata prepotentemente alla ribalta. Miguel Arias Cañete, commissario Ue per il clima, ha dichiarato:

Queste negoziazioni non riguardano noi e loro. Riguardano entrambi, Paesi sviluppati e non, che cercano soluzioni comuni insieme”.

La coalizione potrebbe essere determinante anche per Giza Gaspar Martins, a capo del gruppo dei 48 Paesi più vulnerabili, per cui è un soggetto capace di riconoscere le difficoltà altrui e di unire tutti sotto il medesimo obiettivo.

Alcuni Paesi ora, come Cina e India in primis, hanno alcune riserve su certi punti dell’accordo, sono in teoria un potenziale ostacolo al raggiungimento di un accordo stringente. L’India in particolare non è convinta della revisione degli obiettivi ogni 5 anni e con i piani di fissare un limite del surriscaldamento a 1.5 gradi centigradi invece che 2, indicati dagli scienziati come soglia di salvezza. Tutti punti fondamentali, rappresentati al momento dalle centinaia di parentesi della bozza di accordo circolata e che presto dovranno diventare regole e certezze.

Anna Tita Gallo

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