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Referendum quorum

Referendum trivelle: affluenza ai minimi storici. Con il 31% il quorum è lontanissimo e l’Italia perde l’ennesima occasione per dire la propria opinione su una politica energetica che ha palesemente fatto il suo tempo, se non quello delle lobby fossili. Ma anche perso l’ennesima occasione per esercitare il suo unico vero potere: il voto.

Per alcuni un voto inutile, per altri ancora un voto sbagliato. Per tutte queste ragioni 2 italiani su 3 hanno pensato fosse giusto non andare in cabina. Mentre per altri, quelli che hanno trovato un quarto d’ora per presentarsi alle urne, è un voto boicottato. Boicottato dai media e dai politici, alcuni dei quali hanno palesemente invitato gli italiani ad astenersi.

L’astensionismo consapevole. Sì, questa la favola che ad ogni referendum viene propinata in televisione e sui giornali per poter dare valore ad un gesto che con la democrazia non ha nulla a che vedere. Perché la democrazia non regala diritti, li concede al prezzo dei doveri. Il Sì o il No è una questione di opinioni, l’astensionismo è solo ignavia.

Non esiste astensionismo consapevole. La politica, palesemente piena di interessi che con quelli degli italiani non hanno alcuna relazione, è arrivata a consigliare il non voto. Ed è la stessa politica che oggi festeggia dichiarando che questo risultato è una vittoria che dimostra come la demagogia non paga.

Paga invece, secondo quella politica, fare leva sulle debolezze umane e in particolare su quelle degli italiani, notoriamente poco inclini alla vita politica partecipativa, come dimostrano i dati di affluenza alle urne anche di elezioni politiche e amministrative.

dati referendum

Ieri hanno perso tutti: quelli che volevano il sì, quelli che volevano il no e anche quelli che per esprimere il no sono rimasti direttamente a casa perchè più facile. E poi perché votare no significa “aiutare il quorum”. Altro meraviglioso esercizio di retorica.

Tra l’altro tutti, ma proprio tutti, abbiamo perso altri 300 milioni di euro di tasca nostra. Sì perché poi quelli che oggi ci hanno chiesto di non andare a votare questi soldi li chiederanno nuovamente a noi. E ora festeggiano per essere riusciti a "svicolare" di nuovo. Sotto i nostri occhi distratti.

Il 17 aprile era un’occasione per dire al nostro Governo come la pensiamo sulla politica energetica scelta senza consultarci. Meglio lasciare l’acqua che scorre forse, quando poi sarà nera di petrolio, chissà, ci ricorderemo che potevamo evitarlo. Forse.

Roberta De Carolis

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