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food growsMai prima d’ora, grazie ad Internet, è stato possibile per le persone comuni avere accesso alle informazioni riguardanti emissioni, conseguenze per l’umanità e cambiamenti climatici. Tutti senza distinzione possono produrre soluzioni utili e condividerle. Ma non dappertutto i destinatari hanno la percezione del disastro in corso, anche perché le informazioni non sono sempre scientificamente attendibili. Così gli scienziati hanno creato una piattaforma, Climate Feedback, per smentire le notizie fasulle o non corrette.

Il 2015 è stato l’anno più caldo di tutti i tempi, la barriera corallina sta patendo già le conseguenze dei cambiamenti climatici e molte popolazioni sono allo stremo, tra alluvioni, siccità e scarsità di risorse. Gli scienziati sono tutti d’accordo sul fatto che porre rimedio ai cambiamenti climatici sia necessario a partire da adesso, così come sono d’accordo nel pensare che la causa siano le attività umane. Il problema è che le persone questo non lo sanno. O non lo sanno abbastanza.

L’informazione non arriva a tutti. Perché? Internet purtroppo porta alla saturazione: troppa informazione genera confusione, dubbi, misunderstanding.

Climate Feedback sta cercando una soluzione, creando un network globale di scienziati che utilizzano una nuova piattaforma di “Web annotation” in modo da dare feedback ai report sui cambiamenti climatici. Sono commenti, in pratica, che evidenziano i risultati di nuove ricerche o gli errori di quelle esistenti.

Ma, soprattutto, un punteggio da 1 a 5 indica quanto gli articoli sono coerenti con le ricerche scientifiche, in modo che il lettore possa leggere in autonomia ma possa anche sapere se le informazioni che circolano sul Web siano fondate davvero su prove scientifiche.

È utile? Lo è se pensiamo che due degli articoli più popolari del 2015 di Forbes erano del tutto inaccurati, secondo il gruppo di 9-12 scienziati che li ha valutati e li ha ritenuti assolutamente privi di validità scientifica.

forbes inaccurate Ebbene, questa piattaforma punta a dar voce agli scienziati, che finora hanno provato a dire la loro ma, da un lato, in maniera troppo elaborata e spesso poco vicina al linguaggio del Web, dall’altro sono scalzati da notizie che fanno leva sulle emozioni ma forniscono informazioni mal verificate e non corrette.

Anna Tita Gallo

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