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ilvacamini 600L’Italia è formalmente sotto processo a Strasburgo, davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il motivo è quell’Ilva di Taranto che il nostro paese ha più volte salvato con una successione di decreti e che ora costa l’accusa di non aver salvaguardato la vita e la salute di 182 cittadini di Taranto. Intanto, un altro rinvio per Ambiente Svenduto fa scivolare il processo al 14 giugno.

Le emissioni del polo siderurgico di Taranto hanno avuto impatto sulla salute dei cittadini e l’Italia non ha saputo tutelarli. La Corte accoglie un ricorso collettivo, che parte da due denunce poi fuse. Contro lo stato italiano ci sono 182 soggetti, che puntano il dito contro la situazione critica a Taranto causata dall’inquinamento.

Secondo le loro accuse, lo stato non ha adottato le misure per proteggere ambiente e salute dei cittadini attraverso norme che potessero arginare le conseguenze della presenza dell’Ilva sul territorio, una presenza che ha ucciso. Una presenza sulla quale ora la Corte di Strasburgo ha deciso di indagare.

Tutto questo mentre il processo Ambiente Svenduto – – slitta ancora. Se ne riparla il 14 giugno. Sotto accusa c’è soprattutto la famiglia Riva, responsabile dell’inquinamento causato dagli impianti di Taranto dal 1996 al 2013; accanto compaiono i nomi di chi avrebbe dovuto agire per migliorare la situazione, in totale 44 persone fisiche e 3 giuridiche (Ilva, Riva Fire, Riva Forni Elettrici), compreso l’ex governatore Nichi Vendola, mentre l’attuale presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha precisato che oggi la Regione si costituisce parte civile insieme ad un migliaio di altri soggetti colpiti da lutti e malattie a causa dell’Ilva.

E il riscontro di queste accuse si trova nello Studio Sentieri, citato nelle denunce, vale a dire i dati raccolti da Istituto superiore di sanità e Asl locale, che evidenzia una tendenza maggiore dell’insorgere di certe patologie nella zona di Taranto, con un aumento dei ricoveri di bambini tra 0-14 anni per malattie respiratorie acute (dati aggiornati con cadenza biennale, gli ultimi sono datati 2014, ma è in corso uno studio proprio sui bambini).

Anna Tita Gallo

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