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ghiaccioscioltoL’impatto delle attività umane sul Pianeta è talmente marcato che per i geologi siamo entrati in una nuova era: l’Antropocene. La proposta ufficiale è arrivata dal Congresso Internazionale dei Geologi di CapeTown.

Stiamo già vivendo in una nuova era, iniziata attorno al 1950, caratterizzata dalla dispersione di elementi radioattivi dovuta ai test nucleari, sebbene una serie di altri segnali – dall’inquinamento causato dalla plastica alla fuliggine rilasciata dalle centrali elettriche – siano stati esaminati.

L’Olocene, l’era in cui finora pensavamo di vivere, è composta dai 12 mila anni di clima stabile dall’ultima glaciazione, durante cui si è sviluppata la civiltà umana. Ma l’accelerazione del rilascio delle emissioni di CO2 e l’innalzamento dei livelli del mare, l’estinzione di massa di molte specie, la trasformazione del suolo per via della deforestazione e attività simili messe in atto dalla metà del secolo scorso hanno fatto sì che si delineasse uno stacco e, quindi, l’inizio di un’era nuova. La Terra è stata profondamente trasformata. Ma, mentre l’uomo agiva in questo senso, non se ne rendeva conto.

LE PROVE DELL’ENTRATA IN UNA NUOVA ERA:

- estinzione di varie specie di flora e fauna a velocità mai registrate prima e il 75% delle specie saranno estinte nei prossimi secoli se non si frenerà questo trend;

- innalzamento del livello di emissioni di CO2 senza precedenti, per via di un utilizzo delle fonti fossili fino a 280 ppm (parti per milione), rispetto al valore di 400 ppm registrato prima della rivoluzione industriale;

- utilizzo smodato della plastica che ha generato inquinamento nelle vie d’acqua e negli oceani, al punto da essere onnipresente sotto forma di microparticelle;

- raddoppio della presenza di azoto e fosforo nei terreni a causa dell’impiego di fertilizzanti, con un impatto sul ciclo dell’azoto che non ha precedenti in 2,5 mld di anni;

- presenza di uno strato permanente di sostanze derivanti dalla combustione di fonti fossili su sedimenti e sui ghiacciai.

Per il professor Chris Rapley, scienziato che studia i fenomeni climatici al University College di Londra, “l’Antropocene segna una nuova era in cui le nostre attività dominano nella macchina del Pianeta. Siamo una sorta di grande equipaggio che sta interferendo sul funzionamento della Terra in maniera molto significativa”.

E oramai i risultati di queste attività sono ben note ed evidenti, dallo scioglimento dei ghiacciai alle improvvise calamità naturali, fino appunto all’estinzione di specie animali e vegetali e alla scarsità di risorse per l’uomo. L’azione incontrollata dell’uomo sulla natura si sta manifestando sotto forma di eventi catastrofici, è ora di far sì che la nuova era si caratterizzi anche per una netta inversione di marcia del genere umano all’insegna di un utilizzo ponderato delle risorse, della lotta agli sprechi, dell’adozione di politiche sostenibili e della salvaguardia del patrimonio ambientale finora messo a dura prova.

Anna Tita Gallo

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