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g20 flagsSembra incredibile, eppure l’Australia, che spesso viene vista come una terra in cui realizzare i propri sogni, ha la maglia nera sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici. È il Paese peggiore tra quelli del G20: lo svela un report di Climate Transparency che analizza le politiche e le azioni concrete dei Paesi che insieme producono il 75% delle emissioni di gas serra.

Ebbene, l’Australia è l’unica a ricevere un rating di “very poor” in una serie di categorie prese in esame, come i trend delle emissioni, la percentuale di rinnovabili, le politiche generali sul clima. In altre categorie non va meglio e il voto resta “poor”.

Se poi torniamo agli impegni presi alla Cop21 sul clima del 2015, l’Australia ha finora messo in atto provvedimenti “inadequate”, ma in questo caso è in buona compagnia, visto che secondo il report i 20 Paesi non arrivano alla sufficienza e quelli che vanno meglio ricevono un “medium”.

Se tutti imitassero l’Australia, la temperature globale salirebbe di 4 gradi.

Simili risultati saranno condivisi anche dal WWF, che spera di svegliare i politici australiani e di spronarli a fare di meglio. Ma intanto il Parlamento considera l’abolizione dell’Australian Renewable Energy Agency, una mossa che – secondo indiscrezioni del Guardian – avrebbe già causato la sospensione di 2 progetti legati allo sviluppo delle energie pulite (biogas) della Geodynamics a Goulburn, New South Wales, e Mindarra, Western Australia. Motivo: troppa incertezza sulla possibilità di ottenere fondi nel prossimo futuro.

Anna Tita Gallo

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