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emissioni fumo impiantoLe emissioni di gas serra legate all’utilizzo delle fossili, per il terzo anno consecutivo, non dovrebbero salire. Sono alcune delle considerazioni provenienti da uno studio pubblicato su Earth System Science Data.

Lo scorso anno si è chiuso con una crescita zero delle emissioni, ora i ricercatori della University of East Anglia prevedono un innalzamento dello 0,2% nel 2016, con uno stop dall’innalzamento medio del 2,3% anno su anno dei livelli di CO2 dal 2013. Nel 2014 questa crescita era stata dello 0,7%.

Nonostante quindi una crescita economica globale di oltre il 3% all’anno, le emissioni sono rimaste abbastanza stabili, in particolare perché la Cina utilizza meno le fonti fossili.

“ È una nota positiva sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici, ma non è abbastanza. Le emissioni devono decrescere, non soltanto smettere di crescere”, dice Corinne Le Quéré del Tyndall Centre dell’Uea.

Dopo Marrakech ci si aspetta che molti Paesi fissino obiettivi ancora più stringenti sul fronte del taglio delle emissioni, anche se sullo sfondo resta il timore rispetto alla posizione che prenderà Trump rispetto ai cambiamenti climatici e all’accordo di Parigi.

Gli Usa sono al secondo posto tra i Paesi che emettono più gas serra (il 16% di tutte le emissioni) e dalle loro scelte dipende ovviamente molta dell’apprensione di queste ore. Gli Usa avevano peraltro promesso 3 mld di dollari al Green Climate Fund a favore dei Paesi più poveri e ne hanno per ora consegnati soltanto 500 mln. Trump dovrebbe confermare questo impegno ma non sembra molto intenzionato a prendere una posizione ferma quanto quella di Obama contro i cambiamenti climatici.

Secondo l’UAE, la Cina produce il 29% delle emissioni globali ma le ha viste decrescere dello 0,7% nel 2015, con l’intento di farle scendere di un altro 0,5% nel 2016, sebbene gli scienziati non siano certi di questi dati. Resta comunque la volontà di impegnarsi pubblicamente – Usa e Cina hanno ratificato insieme l’accordo di Parigi – ma ora i riflettori sono puntati tutti su Trump, con la Cina che incassa sicuramente una figura migliore.

Anna Tita Gallo

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