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vwlogofrontaleLa Volkswagen conferma di aver raggiunto un accordo da 4,3 mld di dollari con il legislatore Usa per porre fine allo scandalo Dieselgate, di fatto ammettendo la propria colpevolezza.

L’obiettivo è quello di archiviare al più presto lo scandalo e soprattutto la scia negativa che accompagna il nome del brand, se mai sarà possibile. La stessa società dichiara però che così il costo previsto per gestire la questione sfora i 18,2 mld che erano stati ipotizzati (si arriva a 19,2 mld). Per i prossimi 3 anni si affiderà poi a un ente di monitoraggio terzo.

La notizia è quindi quella di una totale ammissione di colpa, espressa dal patteggiamento. Una cosa è certa: VW ha cercato in tutti i modi di arrivare ad un accordo prima della dipartita ufficiale del presidente Barack Obama, il 20 gennaio, in primis per evitare che il cambio sulla poltrona più alta degli Usa si traducesse in un’attesa ancora più lunga.

A settembre Volkswagen aveva già ammesso l’installazione di software in tutta segretezza per truccare i dati relative alle emissioni dei motori diesel in auto da tempo sul mercato in tutto il mondo. 

L’accordo di queste ore non porrà comunque fine all’indagine sulla condotta di singoli dipendenti e pare che saranno in molti ad affrontare le sanzioni, non soltanto qualche singolo capro espiatorio in attesa che tutto venga dimenticato.

Senza contare che VW dovrà passare i prossimi 2 anni a richiamare i veicoli sui quali sono stati installati i software per riparare al danno arrecato e a districarsi con le varie cause legali in qualcosa come 20 stati Usa.

Intanto, per quanto riguarda i risultati finanziari dello scorso anno, dovremo attendere fino al prossimo 14 marzo.

Anna Tita Gallo

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