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deforestazione amazzonia

Cinque aree protette create in Amazzonia dall’ex presidente del Brasile Dilma Rousseff potrebbero essere ridotte di oltre il 35%.

Il presidente Michel Temer ha presentato con urgenza al Congresso un disegno di legge che intende rivedere le dimensioni delle zone di protezione della foresta amazzonica.

In precedenza vi sarebbe stato un compromesso tra il Governo, i produttori locali e i rappresentanti dei difensori della foresta amazzonica e ora il disegno di legge servirebbe per riportare tutta la questione sotto le regole.

Ma quali saranno le conseguenze per l’ambiente e per una foresta che ha bisogno di essere protetta?

L’intenzione è di ridurre le dimensioni delle aree protette di Manipur, del Parco Nazionale di Acari, della Foresta Nazionale Urupadi e di Aripuana. Le zone protette potrebbero ridursi da 2,6 a 1,6 milioni di ettari lungo l’autostrada trans-amazzonica.

La proposta è ampiamente criticata dai gruppi ambientalisti. Per Márcio Santilli, esperto dell'Istituto Socio-Ambientale, la riduzione può trasformare l'area in un corridoio di deforestazione:

"La nostra preoccupazione va alla tutela di queste aree che si trovano lungo le strade, che finiranno per trasformarsi in corridoi di deforestazione e che probabilmente in futuro suddivideranno la foresta amazzonica in più frammenti".

La proposta del nuovo disegno di legge arriva inaspettatamente dopo l'annuncio del Ministero dell'Ambiente, avvenuto nel mese di gennaio, di voler dare la priorità nel 2017 all'incremento delle aree protette in tutto il Brasile.

Per il momento il ministero dell’Ambiente ha sottolineato che qualsiasi cambiamento della superficie delle aree protette dipende dall’analisi tecnica dell'Istituto Chico Mendes per la conservazione della biodiversità e che, al momento, gli impegni per combattere la deforestazione sono molto forti.

Non è dunque detto che il disegno di legge per la riduzione delle aree protette che è appena stato presentato al Congresso entri realmente in vigore, soprattutto perché i piani del Ministero dell’Ambiente brasiliano vanno in altre direzioni.

Secondo l’ex ministro dell’Ambiente brasiliano Izabella Teixeira, la presentazione del piano per la riduzione delle aree protette in Amazzonia è una vera e propria vergogna per il Paese:

“Vogliono ufficializzare il land grabbing. Si tratta di un precedente gravissimo per altre regioni e non ha nessun senso, è assurdo”.

L'Istituto Chico Mendes, come organismo del Ministero dell’Ambiente per la difesa dell’Amazzonia, speriamo possa bloccare i piani del nuovo Governo favorevole alla distruzione delle foreste.

Chi sta cercando di favorire la deforestazione e il land grabbing in Amazzonia?

Marta Albè

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