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oscar_250x166La Notte degli Oscar, che ha appena incoronato Colin Firth miglior attore e Natalie Portman migliore attrice, verrà ricordata anche per essere stata un evento sostenibile, all’insegna del green style di cui proprio molte celebrità sono portabandiera nella vita quotidiana.

Naturalmente, iniziamo dal red carpet, realizzato con bottiglie di plastica riciclate. Già questo dettaglio mostrerebbe da sé un’attenzione per l’ambiente tenuta in considerazione come una star durante la cerimonia di consegna delle statuette più ambite del mondo del cinema. I pasti cucinati per gli ospiti sono stati preparati utilizzando ingredienti provenienti da filiere a chilometri zero, almeno nel limite del possibile. In ogni caso, tutte le pietanze sono state poi servite in contenitori riciclabili e in tutti i corner adibiti a luoghi dove consumare questi pasti sono stati sapientemente posizionati contenitori per la raccolta differenziata.

Da parte loro, le star hanno contribuito a diffondere il green style, con parole, atti e persino vestiti. Basti pensare al look della moglie del premiato Colin Firth, l’italiana Livia Giuggioli, che ha sfoggiato un elegantissimo vestito di chiara ispirazione ambientalista, realizzato cucendo insieme 11 parti di vestiti già usati e molto antichi. L’effetto vintage, si sa, ha il suo fascino, sebbene non siano stati chiamati in causa stilisti famosi e di fama mondiale. Lo stesso Colin Firth ha ottenuto clamore durante quest’ultima edizione degli Oscar grazie al suo negozio ecologico aperto a Londra, mentre Natalie Portman, migliore attrice secondo il verdetto finale, è stata apprezzata per le sue scelte vegane, mantenute intatte anche durante la gravidanza.

Vegetariano convinto è anche Mark Ruffalo, candidato come miglior attore non protagonista – ma nessun oscar per lui - per “I ragazzi stanno bene”, che sostiene anche varie campagne per i diritti umani e scende spesso in piazza contro le scelte dei governi che non si muovono altrettanto a sostegno dell’ambiente.

 

“No kid hungry” è, invece, la campagna per la quale si batte il più attempato Jeff Bridges, candidato – poi rimasto a bocca asciutta - come miglior attore per “Il Grinta” dei fratelli Joel e Ethan Cohen. Altro suo cruccio sono le bottiglie di plastica, a cui preferisce vetro e alluminio, al punto da convincere la Disney a non impiegare materiali plastici per la promozione di “TRON:legacy”.

Dulcis in fundo, James Cameron, l’osannato regista di “Avatar”, che ha presenziato al Global Green Event, festa che precede la cerimonia vera e propria, durante la quale l’impegno degli attori nella salvaguardia del pianeta è l’unico loro dettaglio a finire sotto la luce dei riflettori. Cameron si è mostrato molto polemico, puntualizzando che, rispetto al lusso esibito durante la premiazione, le star si preoccupano per l’ambiente e ci tengono ad avere una responsabilità sociale, al pari di ogni singolo individuo che popola il mondo. Guai a dirgli che non è sempre vero.

 

Anna Tita Gallo

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