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sacchetti_250x166Proprio durante la settimana nazionale Porta la Sporta” contro le buste di plastica e le soluzioni usa e getta, il Consiglio di Stato ha confermato la validità del provvedimento che vieta la commercializzazione dei vecchi sacchetti, allineandosi con la respinta da parte del Tar del precedente ricorso dei produttori. Non resta loro che un’unica strada percorribile: il ricorso all’Ue per vizio di forma.

Tutto è nato quando, dopo lo stop imposto dal governo con la legge 296/96, dal 1° gennaio di quest’anno, le shoppers in plastica sono stati banditi. Questo divieto di commercializzazione, com’era prevedibile, non è piaciuto ai produttori di materie plastiche, da subito sul piede di guerra, preoccupati per il loro business ma anche per le sorti dei loro lavoratori. Così, alcune aziende del settore, con in testa Unionplast, avevano fatto ricorso al Tar.

La speranza era molta, ma il Tar del Lazio aveva bocciato quel ricorso e ora a confermare quella decisione ci pensa anche il Consiglio di Stato, che con la sua ratifica ci mette una pietra sopra. O quasi. La validità del provvedimento che sancisce lo stop ai vecchi sacchetti viene confermata e ai produttori resta un’unica scelta per provare a far valere le proprie ragioni, vale a dire un nuovo ricorso, questa volta appellandosi all’Ue e sperando venga rilevato un eventuale vizio di forma.

Non potevano non essere soddisfatti i militanti di Legambiente, che proprio in questa settimana uniscono le forze contro i sacchetti di plastica e le cattive abitudini che portano ad abbandonarli senza criterio. È scattata, infatti, la settimana nazionale Porta la Sporta, che prevede una capillare opera di sensibilizzazione – anche grazie alla collaborazione preziosissima delle catene della gdo – a favore dell’utilizzo di sportine in tela, shoppers riutilizzabili e soluzioni varie per evitare di scegliere i famigerati sacchetti in plastica usa e getta, inclusi quelli cosiddetti “bio”.

L’innovazione ha vinto ancora una volta contro il vecchio modo di fare industria e di questo non possiamo che essere felici, visto che la battaglia per il divieto di commercializzare shopper di plastica usa e getta l’abbiamo portata avanti con convinzione fin dall’inizio – ha commentato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - Anche questa sentenza conferma la bontà di un provvedimento che guarda al futuro dell’ambiente e alla salute di persone e animali che in questo vivono. La pericolosità delle buste di plastica usa e getta disperse in natura è infatti cosa ormai ben nota anche nel Mediterraneo dove si calcola che galleggino ben 500 tonnellate di rifiuti plastici che causano ogni anno la morte di migliaia di cetacei e esemplari di altre specie marine. È per questo che la stessa Commissione europea sta studiando a livello comunitario una misura analoga al bando italiano”.

E, in effetti, l’Europa si sta muovendo sulla scia di quanto previsto in Italia, accogliendo finora con un certo favore la messa al bando delle shoppers tradizionali.

In ogni caso, ricordiamo, infine, che è ancora possibile trovare i vecchi sacchetti in plastica negli esercizi commerciali, ma si tratta – come impone la legge – di quelli acquistati nel 2010, distribuibili gratuitamente fino ad esaurimento scorte.

Anna Tita Gallo

 

GreenBiz.it

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