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sacchetti_bioElevato grado di conoscenza, atteggiamento favorevole verso la nuova legge che vieta l’utilizzo di sacchetti di plastica e boom delle sporte. È questo il quadro tracciato dalla ricerca I nuovi bio-shoppers- Indagine su conoscenza e valutazione dei nuovi bio-shoppers tra la popolazione italiana di IPSO, promossa da Assobioplastiche , l'associazione Italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili.

Il 93% degli italiani, infatti, sa che da gennaio 2011 sono stati messi al bando i classici sacchetti di plastica e circa 6 su 10 hanno espresso il loro consenso alla legge, Per fare la spesa, poi, è boom delle sporte: a dichiarare di usare queste borse riutilizzabili, che siano di paglia, di stoffa, o di plastica, è il 75% degli intervistati. Il 54%, invece, utilizza frequentemente i sacchetti biodegradabili.

L'89% sa che esiste una specifica norma a cui i sacchetti devono conformarsi per essere definiti biodegradabili, ma sono pochi quelli che sanno che in commercio esistono materiali che si dichiarano tali pur non essendo conformi alla normativa europea. Gli italiani sono anche contrari ad un eventuale ritorno ai vecchi sacchetti di plastica, ma per 8 italiani su 10 i sacchetti alla cassa del supermercato non si dovrebbero pagare a prescindere dal fatto che si tratti di quelli tradizionali o biodegradabili.

"I risultati della ricerca condotta dall'ISPO sono la conferma che i cittadini italiani condividono pienamente il provvedimento adottato dal Parlamento; se consideriamo i dati contenuti nell'ultimo rapporto Ispra sui rifiuti in Italia, appena pubblicato, abbiamo la conferma del valore di un provvedimento che mira a ridurre il fenomeno della contaminazione della frazione organica da avviare al compostaggio” ha detto il Presidente di Assobioplastiche, Marco Versari

Sui risultati del sondaggio sono intervenuti anche Ermete Realacci e Francesco Ferrante, esponenti del Partito Democratico : “Lo stop alle buste di plastica tradizionale, una misura introdotta dal governo Prodi, è un esempio vincente di green economy italiana, una strada positiva per la riconversione dell’industria chimica, un fronte, quello della bioplastica, che vede il nostro paese all’avanguardia nel mondo. Nonostante i ripetuti attacchi della lobby dei produttori di plastica, che un atteggiamento miope e retrogrado, hanno tentato in ogni modo di affossare la legge che vietava l’utilizzo degli shopper tradizionali dal gennaio 2011 gli italiani si sono dimostrati molto favorevoli e questo è un bel risultato per l’ambiente e per il nostro futuro. La via dell’innovazione, della ricerca, della riconversione alla chimica verde è quella che guarda avanti, l’unica per creare sviluppo e occupazione”.

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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