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cosmetici_bio_250x166Quella del green inizia a diventare una vera e propria mania, al punto che, tra i dati sulle scelte dei consumatori, spiccano quelli legati ai cosmetici bio, il cui giro d'affari in Italia è stato di 365 milioni di euro nel solo 2010. Si tratta di una situazione di crescita costante, peraltro in netta controtendenza rispetto al ristagno del mercato totale dei cosmetici. Ecco le ultime novità e le aziende più attente al pianeta.

Chi sceglie prodotti bio ormai lo fa in tutti in settori. Così, chi un tempo si concentrava sull'acquisto di alimenti biologici, progressivamente ha spostato la sua attenzione anche su altri tipi di prodotti spiccatamente green, come appunto i cosmetici, il cui mercato ha visto intanto nascere marchi ecofriendly e soluzioni sempre più rispettose per l'ambiente. Non solo, quando parliamo di cosmetici bio non dobbiamo trascurare la molla che spinge il consumatore a preferirli a quelli tradizionali: la consapevolezza sempre maggiore che occorre prestare attenzione alle sostanze che finsicono ogni giorno sulla nostra pelle.

Può essere utile indicare qualche esempio per meglio mostrare come il boom della cosmesi green non sia affatto un fenomeno dalla portata circoscritta. In molti, soprattutto le donne, conoscono l'Erbolario, non solo per i suoi prodotti ma anche per le sue battaglie accanto alla Lav, la Lega Anti Vivisezione. Tutto ciò che viene venduto dall'Erbolario, invece che essere testato prima sugli animali, viene sottoposto al vaglio dell'ICEA, l'Istituto per la certificazione etica ambientale che effettua i suoi controlli appunto per la Lav.

Non a caso, la linea all'acido ialuronico - sostanza tanto apprezzata dal gentil sesso per la sua rinomata capacità di interventire sulle rughe – ha conquistato il Sana Award Benessere nel corso dell'ultima edizione della fiera bolognese. Se qualcuno fosse scettico sulla sua bontà nei confronti dell'ambiente (e degli esseri umani, prima di tutto), la garanzia viene dai testi clinici effettuati nei laboratori dell'Università di Pavia.

Rimanendo in tema di certificazioni, anche Aveda ne ha ottenuta una, la C2C-Cradle to Cradle, che indica l'effettivo rispetto di criteri green in tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, dalla produzione al packaging, fino allo smaltimento. Impiegare energie pulite nei processi di fabbricazione e materiali riciclabili per le confezioni, ad esempio, sono buone pratiche per essere reputati a tutti gli effetti un'azienda amica del pianeta.

Un discorso a parte merita il trucco minerale, tanto in voga grazie ad una presa di coscienza generale che impone di controllare sempre quali sostanze chimiche possano essere nocive per il nostro corpo. In gergo si chiama “MMU” (Mineral Make Up) ed è gettonatissimo all'estero, ma anche in Italia sta prendendo piede, soprattutto tra le più giovani. Tutto ruota attorno ai minerali, unici capaci di non alterarsi e di non provocare reazioni chimiche. Nei decaloghi per scegliere i prodotti giusti si raccomanda di rintracciare la presenza di sostanze come Silica, Zinc Oxide, Ferric Ferrocyanide, Mica, Ultramarines, Titanium Dioxide, Manganese Violet, Iron Oxides, Kaolin Clay, Chromium Oxides e di evitare carnauba wax, panthenol, dimethicone, magnesium stearate,cetyl dimethicone, trimethylsiloxylicate, triisocetyl citrate, zea mays, allantoin e simili.

E le grandi aziende? Non fanno eccezione. Ad esempio, Yves Rocher è da una cinquantina d'anni al lavoro sullo stesso fronte e ha già ottenuto 10 certificazioni di qualità ambientale.

Per quanto riguarda i profitti, passare al bio paga anche in questo comparto. Ecco la situazione italiana: "Nel 2010 il giro di affari dei cosmetici naturali è stato di 365 milioni di euro, con una crescita del 5,5% contro l'1,1% del mercato totale - ha affermato Antonio Argentieri, presidente del Gruppo Vendite in Erboristeria di Unipro - E per la fine dell'anno si prevede un ulteriore incremento del 5%".

Tra le aziende di casa nostra, ne citiamo soltanto una a titolo d'esempio, la Minerale Puro, il cui nome ne svela già l'obiettivo: proporre un'offerta che permette di essere belle senza trascurare la tutela della propria salute e quella della Terra.

Bisogna avere paura dei prezzi? Assolutamente no, anzi. Trucco minerale e prodotti bio costano quanto quelli tradizionali e spesso anche meno. Un buon incentivo per provare a cambiare abitudini e a volersi più bene.

Anna Tita Gallo

GreenBiz.it

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