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buste-di-plasticaBanditi definitivamente i sacchetti di plastica non ecologici. A stabilirlo è il decreto legge n. 2 (Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri.

Il testo vieta dunque l’uso di additivi chimici per la prodizione delle shopper: ogni sacchetto, si legge nel provvedimento, dovrà essere completamente biodegradabile e realizzato secondo la normativa europea EN13432.

Ma non è tutto. A salvarsi sono tuttavia i tradizionali sacchetti con “spessore superiore, rispettivamente, ai 200 micron per i sacchi per l'asporto destinati all'uso alimentare e 100 micron per i sacchi per l'asporto destinati agli altri usi”. Al di sotto dei paramatri previsti, quindi, i sacchetti dovranno essere realizzati con materiali compostabili che “non inquinino il processo di produzione del compost di qualità ottenuto dal trattamento dei rifiuti organici domestici”.

Si chiude così la lunga battaglia di sgambetti tecnici tra l’industria della plastica, le associazioni ambientaliste e le poche imprese verdi del settore chimico attive sul territorio nazionale.

Secondo , infatti, gli spessori previsti dal decreto garantiscono che gli shopper siano effettivamente riutilizzabili. La linea del governo è stata sposata in pieno dallo stesso vicepresidente Stefano Ciafani: "Grazie all'impegno rispettato dal ministro Clini, l'Italia completa nel migliore dei modi la rivoluzione iniziata con il bando dei sacchetti di plastica inserito nella finanziaria 2007. Con la legge di ieri l'Italia si conferma paese leader al mondo nella lotta all'inquinamento da plastica e nella promozione di produzioni industriali innovative e rispettose dell'ambiente".

D'altra parte, soddisfatto, ma solo in parte, il presidente nazionale di , Vincenzo Pepe: "La scelta prudente del governo dà un respiro di sollievo alle 2400 aziende italiane della produzione dei sacchetti biodegradabili che impiegano 23mila addetti, perché attraverso un rigoroso rispetto delle normative europee, il decreto interministeriale non potrà di fatto spianare la strada alla creazione di un monopolio di produzione, perché in contrasto con il principio della libera circolazione delle merci imposto dall’Europa”. Proprio ieri infati lo stesso Pepe si era detto molto preoccupato dal futuro delle aziende italiane del comparto gravemente lese - secondo il presidente di FareAmbiente - dal monopolio della Novamont.

A decorrere dal 31 luglio 2012, inoltre, la commercializzazione dei sacchi non conformi sarà punita con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantita’ ingenti di sacchi per l’asporto oppure un valore della merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore.

AR

 

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