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nucleare_italia_250x166Entro i primi mesi del 2013 la Sogin fornirà la prima mappatura dei potenziali siti idonei ad ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti nucleari. Ad annunciarlo è stato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso di un’audizione davanti alla commissione parlamentare sul Ciclo dei rifiuti.

Ma vediamo di cosa si tratta. La Sogin, Società gestione impianti nucleari, dovrà redigere entro sette mesi “una carta nazionale” comprendente una mappatura potenziale dei siti più sicuri e idonei ad ospitare le scorie radioattive. Si prevede che tale deposito sarà adibito a contenere circa 80 mila metri cubi di scorie a media e bassa attività e 13 metri cubi ad alta intensità, provenienti da prodotti di ricerca, sanità e industria. L’investimento complessivo ammonterà a circa 2,5 miliardi di euro e l’individuazione delle aree - ha chiarito Passera - sarà oggetto di un'ampia consultazione anche via internet e sui quotidiani - con le popolazioni interessate e gli enti locali.

"L'esperienza ha dimostrato come sia stato del tutto inadeguato un approccio come quello di Scansano – dove nel 2003 un movimento popolare si oppose alla decisione del governo Berlusconi di crearvi un deposito di scorie nucleari. Il ministro Passera, infatti, non nasconde il rischio di potersi trovarsi d’avanti al cosiddetto fenomeno Nimby (not in my back yard – non nel mio cortile) e alla difficoltà di raggiungere un compromesso con le popolazioni locali e i movimenti ambientalisti in mancanza di un dialogo aperto e misurato.

Di contro, ha affermato Passera, la realizzazione complessiva del progetto è un’occasione da non perdere per gli enti locali perché potranno essere ripagati della loro disponibilità, in termini di ricadute positive per il territorio, qualificazione dell’occupazione e considerevoli compensazioni sia ai comuni ospitanti che a quelli adiacenti. “Questa è una localizzazione che più di un comune italiano può vedere come un'opportunità – ha sottolineato il ministro– Il Deposito nazionale dei rifiuti nucleari sarà realizzato all'interno di un Parco tecnologico che avrà ricadute importanti sul territorio che si aggiungeranno alle compensazioni già previste, cifre che possono essere molto rilevanti".

In totale ci vorranno all'incirca tre anni per giungere ''alla definizione delle caratteristiche delle aree potenzialmente idonee, al netto di ricorsi e ritardi''. E se Passera sembra fiducioso riguardo la disponibilità degli enti locali ad ospitare nel proprio territorio le scorie radioattive in cambio di incentivi, lo saranno di sicuro un po’ meno i cittadini residenti preoccupati per le ripercussioni ambientali e sulla salute.

Annalisa Tancredi

 

 

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