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Raccolta_differenziata_250x166Dal primo di maggio piatti e bicchieri monouso possono finire nel cassonetto della plastica, ma non le posate. Occorre prestare un po’ di attenzione in più, quindi. Vediamo le novità annunciate dal Conai, il Consorzio nazionale imballaggi.

È un comunicato congiunto di Anci, Conai e Corepla a riportare online tutte le notizie in merito, riguardanti una delle attività con le quali sempre più cittadini italiani sono alle prese: la raccolta differenziata.

Dal primo di questo mese occorre però ricordare un dettaglio in più: è infatti possibile inserire nel circuito della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica anche piatti e bicchieri monouso. Ma attenzione: non sono compresi quelli durevoli, che sono comunque in plastica e quindi potrebbero trarre in inganno. Stessa cosa per le posate, che dovremo continuare a gettare nel nostro bidone personale destinato all’indifferenziata. Inutile dire che piatti e bicchieri in questione dovranno essere puliti, privi di qualsiasi residuo solido o liquido rilevante.

Le modalità operative di questa estensione, attesa da molti come un passaggio importante per allargare le opportunità di recupero (si tratta di circa 140.000 tonnellate all’anno) – si legge online - oltre che per agevolare l’attività di raccolta e la comunicazione al cittadino, sono state stabilite nell’ultima riunione del Comitato di Coordinamento che sovrintende alla gestione ed applicazione dell’Accordo Quadro Anci-Conai”.

Per i Comuni è peraltro un notevole passo avanti, come ha spiegato il delegato Anci all’Energia e ai Rifiuti, Filippo Bernocchi, visto che è possibile ottenere “non solo un beneficio ambientale ma anche l'opportunità per i Comuni di veder potenzialmente aumentare in misura considerevole i corrispettivi ricevuti a fronte del materiale correttamente conferito”.

Dal punto di vista generale, intanto, il bilancio generale del 2011 è sicuramente positivo per il Conai, visto che il recupero complessivo di imballaggi ha toccato il 74,8%, equivalente a 8,58 milioni di tonnellate recuperate su un totale di 11,47 milioni di tonnellate immesse al consumo.

Se consideriamo poi i dati relativi al periodo 1998 – 2011 la crescita dei rifiuti avviati a recupero è salita dal 33,2% al 74,8% e si sono ridotte le percentuali dei rifiuti di imballaggio destinati a smaltimento, che sono passati da 66,8% a 25,2%. “Il riciclo complessivo è stato del 64,7% dell’immesso al consumo (64,3% nel 2010), per circa la metà dovuto alla gestione diretta del Sistema Consortile”, si legge ancora sul sito del Consorzio.

Altri risultati importanti dal punto di vista delle attività di prevenzione e riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi: le stime sul 2011 parlano di un buon 37% di materie prime utilizzate per produrre imballaggi derivato da materiale da riciclo.

Dall’assemblea del Corepla (Consorzio per la raccolta, il riciclo e il recupero di rifiuti di imballaggi in plastica), infine, è emerso che nel 2011 la raccolta è cresciuta del 7% rispetto all’anno prima e si è passati da circa 614 mila tonnellate a più di 657 mila (in media, 10,9 kg pro capite all'anno). In 5 anni, l'aumento della raccolta degli imballaggi in plastica è stato invece pari al 48%.

Anna Tita Gallo

 

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