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foto con girasole piccoloIl Quinto Conto Energia e il decreto che regolerà gli incentivi per le rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico restano bloccati in attesa della Conferenza Unificata, slittata di circa una settimana. Ma cosa preoccupa davvero imprese ed associazioni?

La Conferenza Unificata che avrebbe potuto portare al parere favorevole delle Regioni sui due decreti interministeriali era prevista per oggi, ma tutto è stato posticipato e se ne riparlerà il 6-7 giugno. Manca poco, insomma, e in ogni caso non sono tanto le tempistiche a preoccupare imprese ed associazioni del settore quanto i contenuti dei due provvedimenti.

Le Regioni avevano peraltro sottolineato che il loro parere favorevole sarà legato all'inclusione nei due testi di alcune modifiche avanzate proprio dal comparto e sostenute poi dagli stessi governatori, dai sindacati nazionali e da varie realtà del mondo green.

Ma intanto emergono nuovi problemi. Proprio ieri, come abbiamo riportato in un altro articolo, ha parlato anche l'Anci per bocca di Enrico Borghi, presidente della Commissione Montagna. "Apprendiamo con preoccupazione che il parere tecnico dei ministeri coinvolti nella stesura del decreto per l'incentivazione delle energie rinnovabili è orientato a considerare in modo non prioritario la biomassa prodotta a fini energetici dai boschi italiani rispetto alla valorizzazione dei sottoprodotti industriali o agricoli", ha evidenziato Borghi.
Anche l'Anci quindi è impegnata in sede di Conferenza Unificata perché i due decreti vengano migliorati e, in particolare, perché siano premiati i sistemi co-generativi alimentati con il legname proveniente da boschi italiani, che porterebbe ad una aumento dell'occupazione e alla valorizzazione delle risorse del territorio. Tutto questo mentre varrebbe la pena di ripensare e di accantonare, secondo l'Anci, idee meno praticabili come l'eolico off-shore.

Intanto, anche il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha parlato di rinnovabili nel corso di un'interrogazione alla Camera. Secondo le sue parole, siamo "in anticipo sugli obiettivi del 2020" e, anzi, "già a cavallo del prossimo anno" l'Italia raggiungerà l'obiettivo europeo del 20%. Il ministro ha anche confermato che è in fase di elaborazione la Strategia energetica nazionale "che vede tra le principali direttrici le rinnovabili".

L'intenzione del governo sarebbe infatti quella di svilupparle fino ad arrivare al 32-35%.

Anna Tita Gallo

GreenBiz.it

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