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nucleare stop Stop al nucleare, e via alle centrali sul nostro territorio. Quella di Trino Vercellese, in particolare, inizierà lo smantellamento nei prossimi giorni. Lo ha annunciato la Sogin, società incaricata della bonifica dei siti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi.

Non sarà un processo molto rapido, spiega la Sogin in una nota, perché articolato in quattro complesse fasi: adeguamenti dei depositi temporanei, realizzazione delle facilities che supporteranno la disattivazione completa della centrale (decommissioning), smantellamento dei sistemi e dei componenti dell'isola nucleare, e rilascio del sito senza vincoli di natura radiologica.

234 milioni di euro: questo l'investimento complessivo per portare a termine l'obiettivo. Di questi sono stati già spesi 34 per le attività di decommissioning e 52 per il conferimento al Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, stimati intorno alle 2 mila tonnellate.

La centrale 'Enrico Fermi' di Trino è la prima delle quattro centrali nucleari italiane ad aver ottenuto il decreto di disattivazione, che è stato approvato dal ministero dello Sviluppo Economico il 6 agosto 2012, e che ha consentito l'avvio delle attività di bonifica completa del sito, con lo smantellamento e la decontaminazione dell'isola nucleare.

"Il decreto approvato, il primo in Italia per la bonifica di una centrale nucleare, permette di avviare subito le attività di progettazione per lo smantellamento e la decontaminazione dell'isola nucleare dell'impianto -aveva dichiarato l'amministratore delegato di Sogin Giuseppe Nucci al momento della firma della legge- In tal modo raggiungeremo l'obiettivo, previsto nel nostro piano industriale, di terminare la bonifica del sito di Trino nel 2024".

Questo ancora l'obiettivo ultimo: nel 2024 la restituzione del territorio per il suo riutilizzo, con l'ottenimento del cosiddetto 'Prato verde'. Ma le operazioni di smantellamento vere e proprie dovrebbero terminare entro il 2019.

Roberta De Carolis

GreenBiz.it

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