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petrolioDal 2020 gli Usa potrebbero diventare il primo produttore al mondo di petrolio, superando l'Arabia Saudita e la Russia.

È quanto rivela l'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) nell'edizione 2012 del suo rapporto World Energy Outlook, in cui analizza i nuovi sviluppi dei trend energetici e climatici mondiali nei prossimi decenni.

"Il quadro energetico mondiale sta cambiando – spiega la sintesi del report -, con conseguenze potenzialmente di vasta portata per i mercati e i flussi energetici. La sua ridefinizione è dovuta alla rinascita della produzione di petrolio e gas negli Stati Uniti" e potrebbe essere ulteriormente modificata dal possibile abbandono dell'opzione nucleare in alcuni paesi, ma anche dal continuo e rapido aumento dell'uso di tecnologie eoliche e solari e dalla diffusione su scala mondiale della produzione di gas non convenzionale.

Questo significherà, per gli Stati Uniti, profondi sviluppi nel settore energetico. "Attorno al 2020 gli Stati Uniti diventeranno il principale produttore di petrolio, superando l'Arabia Saudita - ha sottolineato Fatih Birol, il capo economista dell'agenzia, in un conferenza stampa a Londra. Ciò potrebbe avere importanti implicazioni geopolitiche, con Washington costretta a rivedere i propri interessi strategici in Medio Oriente e in altre regioni produttrici di petrolio.

Così, mentre gli analisti si chiedono quanto l'indipendenza energetica degli Stati Uniti influenzerà la tutela a stelle e strisce delle rotte commerciali più importanti di tutto il mondo, come lo stretto di Hormuz in Medio Oriente, l'Aie rivela come gli Usa diventeranno l'incontestato numero uno mondiale anche nella produzione di gas attorno al 2015, superando la Russia.

"Il recente rialzo della produzione americana di petrolio e gas - spiega il rapporto - trainato dallo sviluppo delle tecnologie estrattive trasforma a un ritmo sostenuto il ruolo del Nordamerica", che diventerà praticamente autosufficiente entro il 2035.

Stando alle previsioni, i Paesi produttori non Opec produrranno il 53% dei rifornimenti mondiali dopo il 2015, mentre gli Opec torneranno dominanti nel 2025. Soprattutto grazie all'Iraq, destinato a diventare il e, a partire dal 2030, il secondo produttore mondiale, sorpassando la Russia. "Senza questi rifornimenti dall'Iraq - nota l'Aie - i mercati mondiali incontreranno grandi difficoltà".

Clicca qui per scaricare la sintesi del Rapporto.

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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