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reattore coreanordLa Corea del Nord rilancia e lo fa minacciando di voler riaprire il reattore di Yongbyon. Una intimidazione che rischia di esacerbare i contrasti con la comunità internazionale, visto che il sito era inattivo dal 2007 con il pretesto di ottenere in cambio aiuti economici.

L'annuncio giunge direttamente dal dittatore nordcoreano Kim Jong, il quale ripropone lo schieramento dei jet Usa F-22 in Corea del Sud e promette di rafforzare l'arsenale nucleare. Un comunicato che arriva all'indomani dell'approvazione del parlamento nordcoreano di rafforzare lo sviluppo di armi nucleari "sia in termini di qualità sia di quantità".

A diffondere la notizia l'agenzia di stampa coreana Kcna che, in un comunicato, dirama l'intero discorso del "giovane generale". Gli armamenti nucleari, infatti, costituiscono per il paese "un deterrente" per la guerra ma, al tempo stesso, rappresentano le fondamenta della "pace e delle prosperità".

"Se la notizia è vera, è davvero deplorevole", ha affermato Chao Tai Young, portavoce del ministero degli Esteri sudcoreano. "La Corea del Nord deve rispettare le proprie promesse e gli accordi e deve impegnarsi a deneuclarizzare la penisola. Il nostro governo monitorerà minuziosamente la situazione".

Anche gli Stati Uniti sono in stato di allerta. Le misure precauzionali americane prevedono il posizionamento di un cacciatorpediniere dotato di missili al largo delle coste sudcoreane. Oltre alla presenza massiccia di bombardieri B-52 e caccia F-22.

La Corea del Nord potrebbe aver optato per l'uso di una bomba all'uranio arricchito proprio nel recente test effettuato lo scorso 12 febbraio. Il sospetto è paventato dagli esperti statunitensi, i quali stanno cercando di analizzare gli elementi forniti dall'esperimento. Sarebbero proprio gli accorgimenti del regime di Pyongyang nel mantenere nascosti i dettagli e le tracce del test a spingere gli analisti a ritenere che gli scienziati nordcoreani abbiano effettuato test su una nuova tecnologia. E non sarebbe cosa nuova se si considerano gli esperimenti del 2006 con bombe al plutonio.

Le tracce di radioattività disperse nell'atmosfera sono state esaminate al fine di ricavarne informazioni sulla natura dei test nucleari. Se si trattasse effettivamente di una bomba all'uranio, ciò sarebbe la conferma che la Corea del Nord è in grado maneggiare tecnologie impiegate per la costruzione di ordigni nucleari. E, non da ultimo, aumenterebbe il rischio di timori per una probabile collaborazione con l'Iran proprio in materia di tecnologia nucleare. "Ne siamo preoccupati, ma non abbiamo prove", ha dichiarato un ex funzionario dell'amministrazione Obama. Sembrerebbe, infatti, che i due regimi "collaborano in molti campi, specialmente in quello missilistico. Il perché questa collaborazione non si sia estesa al programma nucleare è francamente un mistero".

Federica Vitale

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