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sacchetti plastica inquinamentoDopo che l'Italia ha precorso i tempi introducendo il bando sugli shopper di plastica, pare che anche la Commissione europea abbia finalmente deciso di affrontare il problema, con l'obiettivo di ridurre drasticamente l'utilizzo dei sacchetti di plastica monouso in tutti i Paesi dell'Unione. Lo ha rivelato il sito di informazione sulle politiche ambientali Ends Europe, che ha pubblicato in anteprima la bozza della direttiva.

La bozza che circola in rete - che non è ancora stata resa ufficiale e che, con ogni probabilità, è ancora in fase di lavorazione - contiene degli emendamenti ad una direttiva già esistente, quella sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio, e afferma che, in nome della tutela ambientale, si può derogare al principio della libera circolazione delle merci. Ad ogni Stato membro viene lasciata la possibilità di scegliere tra la tassazione dei sacchetti di plastica e la messa al bando.

Oggetto della direttiva sono i sacchetti realizzati con materie plastiche con spessore inferiore ai 50 micron, che sono i più diffusi ma anche i più difficilmente riutilizzabili. Non si fa cenno invece al tema della biodegradabilità.

In Italia la notizia è stata data da Legambiente, che ha dichiarato in una nota di aver visionato in anteprima il testo, commentandolo positivamente: ''Questa proposta - ha spiegato Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente - rappresenta un importante riconoscimento per l'Italia, che in questi anni si è impegnata concretamente per ridurre i sacchetti diventando, in breve tempo, leader nel mondo nella riduzione dell'uso dei sacchetti inquinanti usa e getta, nella lotta all'inquinamento marino da plastica e nella promozione di produzioni industriali innovative e rispettose dell'ambiente. [...] Ci auguriamo, pertanto, che questo provvedimento venga al più presto presentato ufficialmente e adottato per risolvere una volta per tutte l'inquinamento della plastica a livello europeo.''

Anche Assobioplastiche, l'Associazione che rappresenta la filiera italiana delle plastiche biodegradabili e compostabili, ha accolto con favore la notizia, considerandola un "importante riconoscimento per la legge italiana sugli shopper" e chiedendo all'Italia di "cogliere l'occasione per mantenere una leadership nell'innovazione, sostenendo il provvedimento al momento della discussione parlamentare, in modo da potere introdurre il più possibile anche a livello europeo la soluzione adottata dalla normativa nazionale."

Una critica al provvedimento è giunta da CNA Produzione: l'associazione degli artigiani, da sempre contraria alla messa al bando dei sacchetti in plastica, considera infatti con preoccupazione l'orientamento della Commissione europea a derogare all'art. 18 della Direttiva Imballaggi e ai principi comunitari sulla libera circolazione delle merci in nome del principio della tutela ambientale.

"Ciò sarebbe molto grave e del tutto incomprensibile e ingiustificato, soprattutto tenendo conto degli interessi economici intrinseci, e non certo di credibili argomentazioni connesse alla tutela ambientale, che hanno a suo tempo condizionato il legislatore italiano nel delimitare rigidamente il perimetro merceologico dei sacchetti per asporto di merci per i quali si vorrebbe consentire la libera commercializzazione. In ogni caso l'iter della proposta legislativa sarà ancora molto lungo in sede europea e il confronto, per quanto ci riguarda, continuerà in sede di Parlamento Europeo."

Di certo, ci vorrà del tempo perché la proposta della Commissione europea possa diventare legge, dato che la bozza non ha ancora ufficialità. Se tutto proseguirà senza intoppi, dal momento dell'entrata in vigore della nuova direttiva gli Stati UE avranno due anni di tempo per introdurre le nuove misure, con l'auspicio di arrivare, in pochi anni, ad una riduzione del 20% dei consumi europei di sacchetti monouso in plastica.

Lisa Vagnozzi

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