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giappone target co2 clima fotovoltaicoIl ministro giapponese dell'Ambiente, Nobuteru Ishihara, ha annunciato che il suo paese abbasserà il target della riduzione delle emissioni di CO2. Sconcerto nella comunità internazionale, non solo tra le associazioni ambientaliste.

L'annuncio del Governo giapponese è di quelli che cambiano le carte in tavola, ma era anche prevedibile. Con 50 reattori nucleare spenti dopo il disastro di Fukushima il Giappone deve affidarsi alle fonti fossili per produrre l'energia di cui ha bisogno e, quindi, non riuscirà mai a raggiungere i target di riduzione delle emissioni di CO2 che si era imposto in passato.

Il Giappone ha annunciato che il nuovo target sarà la riduzione del 3,8% delle emissioni rispetto al 2005, che equivale a una crescita della CO2 pari al 3,1% rispetto al 1990. Tutto ciò mentre a Varsavia si svolge la COP 19 sul clima e l'aria che tira non è delle più favorevoli per chi lotta contro i cambiamenti climatici.

Martin Kaiser, a capo della delegazione di Greenpeace alla COP 19, ha commentato: "Annunciare in questo momento una riduzione dei target è altamente distruttivo per i negoziati sul clima. Abbiamo già registrato un effetto agghiacciante sulle negoziazioni in attesa di questa dichiarazione". Secondo Greenpeace, inoltre, il Giappone potrebbe ridurre del 20% le sue emissioni anche senza riavviare le centrali nucleari.

Climate Action Tracker, associazione scientifica indipendente che si occupa di monitorare gli sforzi dei singoli paesi verso la riduzione delle emissioni, ha abbassato il rating del Giappone da "Sufficiente" a "Inadeguato". Marion Vieweg, membro di Climate Analytics, teme un effetto domino sugli altri paesi: "Lo storico dietro front nella politica giapponese sul clima, dalla riduzione all'aumento delle emissioni, potrebbe rappresentare un punto critico alimentando una spirale di riduzione delle ambizioni globali in un momento in cui si suppone che i Governi stiano spingendo per una azione globale sul clima".

Persino la Cina critica la scelta giapponese: Su Wei, a capo della delegazione cinese alla COP 19, ha detto chiaramente: "Non abbiamo parole per descrivere la costernazione derivante da questo annuncio". La Cina, va ricordato, da tempo attribuisce a Giappone ed Europa la colpa dei fallimenti delle negoziazioni sul clima.

Ma la strategia giapponese per ottenere accordi più morbidi a Varsavia, che gli permetterebbero di avere energia elettrica a prezzi inferiori grazie alle fonti fossili, passa anche dai paesi emergenti. A loro andranno i 16 miliardi di dollari che il Giappone stanzierà nei prossimi tre anni per aiutarli a combattere i cambiamenti climatici e per lanciare un sistema satellitare di controllo delle emissioni in Asia.

Sempre il Giappone, come spiega Bloomberg, punta non tanto all'accordo globale sul clima ma a tanti accordi bilaterali che permetteranno ai giapponesi di vendere le proprie quote di emissioni a otto paesi, tra i quali ci sono Indonesia e Mongolia. Questi paesi prenderanno le quote giapponesi in cambio di tecnologie per l'energia pulita.

Peppe Croce

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