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IMT201402557 450Il nuovo ministro dell’Ambiente ha incontrato il commissario e il subcommissarrio dell’Ilva Enrico Bondi e Edo Ronchi. Intanto lo stesso Bondi ha presentato una relazione che svela un miglioramento su vari fronti, dalle vendite al rispetto dell’Aia. Mentre il ministro Gian Luca Galletti promette di velocizzare i tempi per varare il decreto sul piano ambientale, la vicenda Ilva resta sempre aperta.

CRESCE LA PRODUZIONE – Ad annunciarlo è stato il commissario Enrico Bondi, che parla comunque di un 2013 complicato per l’Ilva. Tra fine anno e gennaio ci sono stati però segnali positivi. I dati sulle vendite parlano di 1,705 milioni di tonnellate, +1,6% sul trimestre precedente. E nell'ultimo trimestre 2013 il graduale riposizionamento del gruppo sul mercato ha proseguito, anche se a remare contro c’è stata una congiuntura di settore sfavorevole che ha inciso sui volumi-prezzi di vendita e sulla marginalità.

Per Bondi gennaio è stato comunque “soddisfacente” dal punto di vista del volume di vendite. Ha preso il via un programma di manutenzione straordinaria e gli investimenti nel 2013 sono stati di circa 166 mln (106 per gli interventi previsti dall’Aia). Nel primo trimestre di quest’anno sono previsti altri investimenti per 300 mln (170 per l'Aia). In tutto, gli ordini per gli interventi Aia emessi al 31 gennaio è stato di circa 506 mln, dei quali 350 dall'1 giugno 2013. Inoltre, sempre sul fronte Aia, rispetto al 20 novembre, l'importo degli interventi realizzati e ordini di acquisto emessi è cresciuto: al 31 gennaio è di circa 49 mln, cioè l'11%. Dal punto di vista dell'indebitamento poi, la posizione finanziaria netta è rimasta praticamente inalterata rispetto a inizio 2013.

UN BREVETTO PER LE MISURE ANTI-INQUINAMENTO – Bondi cita dati dell’Arpa Puglia e parla nella sua relazione di sostanze inquinanti significativamente inferiori ai limiti Ue. Per monitorare le aree potenzialmente interessate da emissioni sono state acquistate 60 telecamere, di cui 48 sono già in funzione, mentre altre attività in fase di sperimentazione di sistemi e procedure saranno messe in atto per contenere ancora maggiormente le emissioni visibili. E si pensa ad un brevetto per una nuova tecnologia di contenimento emissioni dalle cokerie.

IMPIANTI SIEMENS PER DEPURARE I FUMI – Arriva intanto la notizia che la Business Unit Metals Technologies di Siemens si è aggiudicata l’ordine per la fornitura di 4 impianti Meros chiavi in mano per le 2 linee di agglomerazione degli impianti di Taranto. Saranno trattati oltre 2,6 mln di metri cubi di fumi di scarico all’ora per linea, con una riduzione di emissioni di anidride solforosa, polveri sottili, composti organici volatili, gas acidi e metalli pesanti a livelli inferiori agli attuali limiti Ue.

La messa in servizio dei primi 2 impianti Meros è prevista aprile 2015; quella dei restanti 2 per settembre 2016. La stessa Siemens rende noto che in futuro le emissioni di polveri sottili al camino saranno ridotte di oltre 1000 tonnellate rispetto a quanto consentito dal precedente limite emissivo di 40 mg/Nm3. Inoltre, le emissioni di diossine si ridurranno dai circa 12 g/anno, all’attuale limite emissivo di 0,4 ng I-TEQ/Nm3, a meno di 3 g/anno.

LE VICENDE GIUDIZIARIE – Il processo legato alla relazione tra lavoro e salute vede ora il pm Raffaele Graziano chiedere 29 condanne. A loro vengono collegati 15 decessi tra gli operai per via dell’esposizione all’amianto. Figurano tra i nomi degli imputati ex dirigenti ed esponenti dell’Ilva quando ancora era Italsider ed era di fatto pubblica. 2 anni e 6 mesi sono chiesti per Emilio e Fabio Riva, proprietari dell’azienda privata. E proprio ai Riva e alla loro gestione vengono imputati 2 dei 15 decessi.

Anna Tita Gallo

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