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immagineIl Parlamento Europeo ha votato oggi la proposta di Direttiva europea sugli shopper presentata dalla Commissione il 4 novembre del 2013.

Si tratta di un voto storico, perché per la prima volta il Parlamento Europeo ha dato il via libera ad una normativa dedicata esclusivamente a minimizzare la produzione di rifiuti e incentivare modelli virtuosi ispirati all’economia circolare, asse prioritario strategico dell’UE.

Ora i paesi membri, se il Consiglio Ambiente darà il suo voto positivamente, dovranno ridurre l'uso dei sacchetti di plastica più comuni e più inquinanti di almeno l’80% entro il 2019. I deputati consigliano di utilizzare imposte e tasse, restrizioni o divieti di commercializzazione. Il voto dell'aula ha confermato che il modello dell'Italia è vincente? Il coro degli esperti è unanime nel rispondere di sì:

Gian Luca Galletti, ministro dell'Ambiente:

"Sugli shopper e a difesa dell'ambiente l'Europa si allinea all'Italia, che È stata battistrada nel mettere al bando i sacchetti di plastica non biodegradabili. Quella del nostro paese È stata una battaglia di avanguardia vincente che ci ha portato nel 2011 a vietare l'uso dei sacchetti di plastica inquinanti. Una legge che ha consentito di contrastare una fonte di inquinamento del territorio e del mare dagli effetti gravi anche sulla fauna, specie quella ittica. Oggi il "modello italiano" diventa modello europeo dando una mano all'ambiente e stimolando la filiera della chimica verde alla produzione e alla ricerca sui sacchetti di matrice organica, che rappresentano un'altra delle sfide virtuose della green economy".

Margrete Auken, eurodeputata (Greens/EFA, DK) relatrice della misura:

"I deputati hanno votato oggi per rafforzare in modo significativo i progetti di norme comunitarie volte a ridurre l'uso del sacchetto di plastica e rifiuti, in particolare per includere obiettivi obbligatori europei di riduzione e il requisito che i sacchetti di plastica hanno un costo. Come hanno dimostrato i paesi che hanno già intrapreso questo percorso, si può ridurre drasticamente il consumo di questi sacchetti facilmente con una politica coerente. Una rapida eliminazione di questi sacchetti è una soluzione facilmente implementabile per risolvere il problema diffuso dei rifiuti di plastica nell'ambiente”.

Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente:

“L’approvazione in prima lettura della Direttiva sugli shopper da parte del Parlamento europeo rappresenta un’importante vittoria per l’ambiente in Europa e un passo importante per continuare la battaglia sulla riduzione dell'uso delle buste di plastica usa e getta. Entro il 2019 nella Ue dovrà essere, infatti, tagliato dell'80% l'uso dei sacchetti per la spesa di plastica leggera (più sottili di 50 micron), i più inquinanti e diffusi. In questo iter, che ha portato all’approvazione quasi unanime della direttiva, l’Italia ha avuto un ruolo importante dato che è stata un esempio virtuoso e ha fatto scuola in Europa proprio per la riduzione delle buste di plastica, per la lotta all’inquinamento marino da plastica e per l’uso dei sacchetti compostabili per la raccolta differenziata dell’umido domestico […]. Ora ci auguriamo che si arrivi nei prossimi mesi, durante il semestre di presidenza Ue dell'Italia, all’accordo in Consiglio ambiente per l’approvazione definitiva della direttiva, un testo importante per imprimere un cambiamento in tutta Europa nell’uso degli shopper”.

Catia Bastioli, Amministratore Delegato di Novamont:

“Questo pronunciamento rappresenta una svolta storica perché per la prima volta il Parlamento Europeo si esprime in modo chiaro per l’introduzione di un modello regolamentare finalizzato a minimizzare la produzione di rifiuti e nello stesso tempo incentivare modelli che mimano i sistemi biologici e mantengono in circolo le risorse utilizzate. Il modello trae origine dallo sviluppo virtuoso della filiera del compost di qualità da rifiuto municipale, raccolto in modo differenziato porta a porta, e dall’evoluzione della ricerca e innovazione del settore delle bioplastiche biodegradabili. Le connessioni tra questi due sviluppi, verificatesi negli anni, ha messo in moto una serie di comportamenti virtuosi e di iniziative di collaborazione tra svariati interlocutori (imprese, istituzioni, enti di ricerca, associazioni di settore, amministrazioni) generando un tessuto connettivo ideale per promuovere un cambiamento di modello economico con al centro l’uso efficiente delle risorse”.

Andrea Zanoni, membro della commissione ENVI al Parlamento europeo:

"L'esempio dell'Italia è lampante: un tempo eravamo lo Stato europeo che utilizzava di più i sacchetti usa-e-getta mentre oggi abbiamo indicato la strada da percorrere all'intera Europa. Adesso bisogna cercare l'accordo tra i governi nazionali in sede di Consiglio, dove a quanto pare, ci sono divisioni. Anche lì l'Italia, che dal 1 luglio deterrà la presidenza di turno dell'Ue, il cosiddetto semestre italiano, avrà l'occasione di giocare un ruolo fondamentale cercando di convincere tutti i Paesi ad accettare questa misura a favore dell'ambiente e di un commercio più responsabile e verde".

Roberta Ragni

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