Menu

sosIn occasione del vertice dei Capi di Stato che discuteranno a New York sulla questione dei cambiamenti climatici, la società civile si incontrerà in centinaia di piazze di tutto il mondo, nella più grande manifestazione globale per il clima mai organizzata.

L'evento principale si svolgerà a New York, con l'evento internazionale People's Climate March. Sono già previste oltre 1.000.000 di persone in tutto il mondo. Ma cosa stiamo facendo realmente per contrastare i cambiamenti climatici? Quanto è importante puntare su green economy rinnovabili?

Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e Presidente del Coordinamento FREE.

"Come sottolinea il rapporto coordinato da Nicholas Stern, reso pubblico questa settimana dalla Global Commission on the Economy and Climate, è possibile avviare un percorso virtuoso che risponda alla sfida del riscaldamento del pianeta e garantisca uno sviluppo sostenibile. Centrali in questa transizione di enorme portata saranno le politiche di efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. Ma perché si riesca ad avviare il drastico contenimento delle emissioni climalteranti, occorre accelerare notevolmente l'azione. Con le attuali politiche, infatti, due terzi del potenziale di riduzione dei consumi energetici economicamente conveniente non verrà catturato, come ha ricordato ultimamente la Iea, International Energy Agency. Le rinnovabili sono destinate a dare un contributo di dimensioni non prevedibili solo pochi anni fa. Secondo l'agenzia internazionale Irena, la percentuale dei consumi mondiali coperta dall'energia verde potrebbe raddoppiare nei prossimi 15 anni".

Francesco Ferrante, Vice Presidente di Kyoto Club:

"Il nostro Paese e l'Europa tutta dovranno porre rimedio a questa situazione in tempi brevi, intensificando l'utilizzo delle energie rinnovabili, migliorando sensibilmente l'efficienza energetica e fissando, durante il prossimo vertice europeo di Ottobre che si terrà sotto la presidenza italiana, tre targets vincolanti al 2030: riduzione della CO2, rinnovabili ed efficienza energetica".

Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola e della Commissione Ambiente della Camera:

"Contrastare i mutamenti climatici è anche un'occasione per combattere la crisi ripensando la nostra economia in chiave più green. Non a caso proprio le nostre aziende che hanno investito sulla green economy sono quelle che esportano di più e assumono di più. La sfida della green economy è una sfida trasversale che chiama in ballo tutti i settori. Sul fronte della mobilità, ad esempio, privilegia il trasporto su ferro, il cabotaggio su gomma, il potenziamento del trasporto pubblico locale rispetto alle grandi infrastrutture e l'uso della bicicletta".

Edoardo Zanchini, Vice presidente di Legambiente:

"Le conseguenze dei cambiamenti climatici diventano sempre più evidenti, con profughi ambientali, desertificazione, innalzamento del livello dei mari, eventi estremi sempre più frequenti e intensi. Gli ultimi dati, confermano un trend di aumento di CO2 e degli altri gas ad effetto serra, che sta facendo registrare un nuovo record di emissioni. Stiamo rapidamente raggiungendo la soglia di 400ppm di concentrazione delle emissioni in atmosfera: un numero preoccupante, che mette a serio rischio la vita del nostro pianeta e delle future generazioni. New York chiama Roma, e tutte le città del mondo, per fermare la crescita delle emissioni e definire una chiara traiettoria verso una economia low carbon, incentrata su fonti rinnovabili e efficienza energetica nelle diverse parti del Pianeta, e al contempo mettere in campo risorse e interventi per l'adattamento dei territori ai cambiamenti del clima e la sicurezza le persone".

Leggi anche:

Clima: 1 mln di persone in piazza per difenderlo (#MarciaXilClima #PeoplesClimate)

GreenBiz.it

Network