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china us solarDopo lo storico accordo Usa-Cina si guarda con rinnovata speranza alla Conferenza di Parigi, in cui tra circa un anno – a dicembre 2015 - i grandi della Terra dovranno decidere le sorti del clima. Se ne è parlato anche in occasione del VII Forum QualEnergia?, in corso in questi giorni a Roma.

Secondo il Presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, l'accordo tra i due paesi ha segnato la strada su cui ci muoverà nei prossimi 10 anni. Ma l'Europa “appare timida nel quadro internazionale” ha sottolineato. A ottobre, il Consiglio Ue ha reso noto il pacchetto clima-energia, che regolerà la riduzione delle emissioni inquinanti, lo sviluppo delle rinnovabili e la diffusione dell'efficienza energetica.

Sulle opportunità e i rischi dello storico accordo tra i due paesi, Cogliati Dezza ha spiegato:

C'è finalmente un elemento di chiarezza e di certezza, cosa che non c'era fino a n mese fa ovvero che l'accordo Cina-Usa disegna il campo internazionale dello sviluppo delle energie in termini tecnologici, di investimenti, di soluzioni industriali. La cosa più importante dell'accordo non sono gli obiettivi, che sono timidi, quanto il fatto che si dichiara che in questo settore quello che conterà sono le tecnologie low carbon, le smart grid, gli investimenti nell'edilizia, nell'autotrasporto. Tutto il mondo industriale sarà investito dalle tecnologie per l'efficienza energetica, per il risparmio e per lo sviluppo delle rinnovabili”.

Ottimismo da parte di Gianni Silvestrini, Direttore Scientifico QualEnergia e Kyoto Club, secondo cui “viste le posizioni di grandi Paesi come Cina e Stati Uniti, il prossimo anno alla COP di Parigi l'accordo potrebbe essere raggiunto, così come l'obiettivo di mantenere la crescita della temperatura sotto i due gradi. In parallelo c'è infatti una enorme evoluzione delle tecnologie che sta offrendo prospettive prima inimmaginabili. In questo momento c'è una competizione in positivo che aumenta la base della green economy e mette in difficoltà i settori tradizionali”.

Ma la Cina ha davvero intenzione di ridurre le emissioni di CO2? A rispondere a questa domanda è stato lo stesso Silvestrini: “La Cina già adesso è leader mondiale delle rinnovabili, sicuramente per la produzione di tecnologie nell'eolico e nel fotovoltaico ma adesso anche per la capacità installata. Per la Cina un accordo sul clima è un'espansione dell'area della green economy in cui è leader”.