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I crimini contro l'ambiente saranno punti col carcere. Il decreto sugli ecoreati è legge. Ieri il Senato ha approvato definitivamente il ddl n. 1345-B.

Ecco cosa prevede. Il ddl introduce nel codice penale quattro nuovi reati: il delitto di inquinamento ambientale, il delitto di disastro ambientale, il delitto di traffico ed abbandono di materiale di alta radioattività e il delitto di impedimento del controllo.

Come spiega il Senato in una nota, il provvedimento raddoppia anche i termini di prescrizione per i reati ambientali; prevede, in sede di condanna o patteggiamento per reati ambientali, la confisca dei beni e il ripristino dello stato dei luoghi, nonché la riduzione dei due terzi delle pene in caso di ravvedimento operoso.

Manca la parte che riguardava la tecnica dell'air gun che, nell'ultima lettura la Camera aveva soppresso, e che puniva con la reclusione da uno a tre anni chiunque utilizzasse l'air gun o altre tecniche esplosive per le attività di ricerca e di ispezione dei fondali marini finalizzate alla coltivazione di idrocarburi.

Nella discussione generale sono intervenuti alcuni i senatori Compagnone e D'Alì che hanno fortemente criticato la soppressione, a vantaggio di lobby minerarie e petrolifere, del comma che puniva l'utilizzo della tecnica dell'air gun.

fotoecoLegambiente

Per il futuro, si potrebbe valutare una legge ad hoc che riesca a colmare la lacuna che neanche il ddl ecoreati è riuscito a colmare.

Inasprite dunque le pene. Si va da 2 a 6 anni di carcere con un multa da 10mila a 100mila euro per chiunque abusivamente provochi “una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili: delle acque o dell'aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna”.

Pene ancora più pesanti nel caso in cui vengano accertate lesioni o morte riguardanti una o più persone: da 2 anni e 6 mesi fino a 7 anni per lesioni che comportino più di 20 giorni di malattia; da 3 a 8 anni per lesioni gravi; da 4 a 9 per lesioni gravissime; da 5 a 10 anni in caso di morte.

Ma cosa cambierà ora? Ecco quali sono state le principali reazioni:

Per Legambiente e Libera è una giornata storica: “Dopo 21 anni gli ecoreati entrano finalmente nel Codice penale: eco-giustizia è fatta. Da ora in poi gli ecomafiosi e gli ecocriminali non la faranno più franca: grazie ad una norma come questa sarà possibile colpire con grande efficacia chi fino ad oggi ha inquinato l'ambiente in cui viviamo contando sull’impunità”. Le due associazione avevano lanciato la campagna “In nome del popolo inquinato” sottoscritta da 23 sigle associative di cittadini, medici, studenti e di categoria.

Proseguono le associazioni:“Questo provvedimento, frutto del lavoro parlamentare congiunto di PD, M5S e SEL, è migliorato nel tempo grazie ad una serie di integrazioni nate dal confronto con magistrati, forze dell’ordine, giuristi e associazioni, e costituisce una pagina memorabile della storia del nostro Paese. D’ora in poi si apre, infatti, una nuova epoca per la tutela dell’ambiente, della salute e della parte sana dell’economia e dell’industria. L’approvazione di questa legge non può che far pensare a chi, come Mimmo Beneventano, ha pagato con la vita nel 1980 il proprio impegno in difesa dell'ambiente e contro la camorra e alle tante persone che hanno accompagnato le nostre associazioni in questo lungo percorso iniziato nel 1994, alcune delle quali non ci sono più, come Roberto Mancini, Natale De Grazia, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Federico Bisceglia. Anche a loro va il nostro ringraziamento per aver contribuito a raggiungere questo obiettivo straordinario per il nostro Paese”.

Il testo è nato da un testo unificato a partire da una proposta di legge firmata del presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci e da quelle di Salvatore Micillo (M5s) e Serena Pellegrino (Sel). E Realacci ha commentato così l'esito della votazione in Assemblea:

Una bella giornata per chi ama l’Italia, l’ambiente e il futuro: possiamo finalmente brindare al varo della legge sugli ecoreati. Un provvedimento a lungo atteso che cambia in meglio l’Italia e ricorderemo nei prossimi anni. La legge sugli ecoreati consentirà infatti di contrastare l’illegalità in campo ambientale con nuovi e più efficaci strumenti, a tutto vantaggio di ambiente e salute dei cittadini. Siamo finalmente arrivati alla meta grazie ad un lavoro ampio e comune di tutto il Parlamento e alla mobilitazione di venticinque associazioni guidate da Legambiente e Libera. La legge che introduce i reati ambientali nel nostro codice penale è un provvedimento importante che alza l'asticella della legalità e aiuta l’economia pulita. Grazie al quale sarà più facile evitare disastri come quelle di Bussi, dell’Eternit di Casale Monferrato, o della Terra dei Fuochi”.

Soddisfazione anche da Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, esponenti di Green Italia:Dopo 20 anni di attesa da parte delle associazioni impegnate sul fronte dell’ambiente e della legalità, da Legambiente a Libera, e dopo due decenni in cui la politica ha fatto poco e niente, oggi finalmente il nostro Paese vede introdotti nel codice penale i reati ambientali. È una legge che è stata avversata da nemici potenti e anche da frange di benaltristi, ma che pone finalmente l’Italia al livello dei maggiori stati europei in materia di salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica. Troppi imprenditori disonesti hanno calpestato per anni il diritto alla salute dei cittadini, e troppo spesso gli ecomafiosi hanno avuto gioco facile nel condurre i loro sporchi affari in un contesto di sostanziale vuoto normativo. Da oggi questo popolo inquinato, avvelenato dall’amianto e dalla diossina, potrà continuare a contare su chi in questi anni coraggiosamente e seriamente si è schierato al suo fianco - magistratura, forze dell’ordine, associazioni ambientaliste – sapendo che ora la legge è esplicitamente dalla sua parte”.

Ma non tutti festeggiano. C'è chi, come Angelo Bonelli, non riesce a "gioire e ad essere orgoglioso di questo provvedimento", sostenendo che la legge sugli ecoreati all'art. 452 quater stabilisce che il reato di disastro ambientale è tale solo se “cagionato abusivamente”:

"Non si potranno più svolgere i processi contro quelle grandi industrie che impunemente hanno inquinato e attentato alla salute dei cittadini, ma lo hanno fatto in nome di un’autorizzazione dello Stato e quindi non abusive, facendo dipendere l'esistenza del delitto da un intervento solo amministrativo quale è il rilascio di un'autorizzazione. In questo modo si protegge l'industria inquinante e si fermano i magistrati troppo zelanti! Oltre al disastro ambientale abusivo questa legge ha un altro punto debole: per essere considerato disastro, il deterioramento ambientale di aria, acqua deve essere misurabile e devono essere compromesse porzioni significative di suolo e sottosuolo. Senza dire, però cosa significa e come si misura. E quali sono le "porzioni significative" del suolo e del sottosuolo? Per chi attenta all’ambiente e alla salute dei cittadini, poi, è previsto il ravvedimento operoso con lo sconto della pena del 67%. Ma, domando: perché il disastro ambientale per essere punito dalla legge deve essere abusivo? Esistono, forse, disastri ambientali non abusivi?".

Francesca Mancuso

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