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Decreto latte

Decreto agricoltura: approvato in via definitiva dal Senato, contiene una serie di provvedimenti per il rilancio di alcuni settori in crisi, in particolare la filiera del latte e dell’olio, nonché alcuni volti a sostenere le imprese colpite dalle alluvioni nel corso del 2014.

Per quanto riguarda la filiera del latte, in particolare, gli interventi mirano a gestire la fine delle quote. Il decreto quindi include:

- Attuazione della rateizzazione in 3 anni senza interessi per le multe dell’ultima campagna

- Compensazione quote ultima campagna

- Contratti di vendita scritti e con durata minima di un anno

- Creazione dell’Interprofessione del latte per organizzare la filiera

- Rafforzamento del contrasto alle pratiche sleali di mercato con Antitrust

Ma cosa ne pensano gli attori direttamente coinvolti? Il Decreto, in particolare, basta a rilanciare la filiera del latte, convenzionale e biologico, in crisi?

Vincenzo Vizioli, presidente Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica:

Il decreto delinea una cornice di regole per tamponare l’emergenza intervenendo sullo status quo. Il settore in realtà è in crisi perchè il modello intensivo ha raggiunto il suo limite e la competizione sul prezzo comporta ulteriori intensivizzazioni che rendono poco sostenibile tutto il sistema sia da punto di vista economico, sia ambientale in termini di consumo di proteine, carboidrati, energia e sfruttamento degli animali che concludono il loro ciclo di vita in due lattazioni.

Affronta in modo poco stringente il problema centrale che è il prezzo che attualmente è al limite dell’accettabile e che espelle dal sistema produttivo le piccole aziende. Inoltre manca una visione evolutiva del sistema produttivo in termini di necessaria estensivizzazione.

Dino Scanavino, Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori:

Il settore lattiero-caseario è al centro di un processo di cambiamento epocale. Dopo trent’anni sono finite le quote e le prospettive reddituali sono tutte da valutare. Una prima risposta non può che venire dall’Europa dove, inevitabilmente, si giocherà il futuro del comparto.

In tale ambito, gli impegni del Commissario Phil Hogan, che abbiamo incontrato la scorsa settimana, lasciano aperte le porte per una nuova fase necessaria a ridare certezze al settore. In chiave nazionale, la legge di conversione del Decreto Agricoltura introduce importanti novità a favore del latte, come la possibilità di ampliare la compensazione tra produttori, di rateizzare le multe senza interessi, nonché la messa a sistema della contrattualizzazione.

Ma è sul fronte dell’interprofessione che devono essere compiuti passi in avanti. I temi di chi partecipa, di come si misura la rappresentanza, di quali funzioni e finalità si vogliono sviluppare, rappresentano nodi fondamentali da sciogliere nella fase applicativa. Punti essenziali, questi, per definire e avviare rapidamente un sistema dell’organizzazione economica dell’intero Made in Italy agroalimentare che metta al centro un’interprofessione efficace e che promuova l’aggregazione del prodotto e la qualificazione dell’offerta.

Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio:

I recenti provvedimenti governativi per il rilancio della filiera nazionale del latte segnala anzitutto il permanere di gravi problemi strutturali di competitività per questo comparto strategico, rispetto al quale le nuove disposizioni costituiscono certamente un tentativo di alleviare il peso di situazioni ormai incancrenite (multe pregresse per le quote latte) e introdurre strumenti nuovi (interprofessione, disposizioni su contratti e monitoraggio prezzi, piani di settore) anche ben finanziati.

Difficile immaginare che questi provvedimenti possano essere risolutivi, considerato che il comparto latte soffre di una forte competizione nell’ambito dell’UE sui prezzi alla produzione e sul versante organizzativo, soprattutto dalla Germania e dai Paesi dell’est.

Roberta De Carolis

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