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Decreto piogge1

Il Decreto agricoltura, ormai legge, non contiene solo provvedimenti a sostegno delle filiere dell’olio e del latte in crisi, ma anche delle misure a favore delle imprese agricole colpite dalle alluvioni nel corso del 2014 e 2015.

Come rende noto il Ministero delle Politiche Agricole in un comunicato infatti, nei territori colpiti dalle avversità atmosferiche di eccezionale intensità negli anni 2014 e 2015, tutte le aziende che non hanno sottoscritto polizze assicurative ad hoc possono accedere agli interventi per favorire la ripresa dell’attività economica e produttiva.

Tutte le Regioni interessate possono deliberare la proposta di declaratoria di eccezionalità degli eventi atmosferici entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto. L’accesso al Fondo viene esteso inoltre anche per cause come vento forte e a copertura dei danni alle scorte di materie prime causati da tali avversità.

Ma tutto questo basta a rilanciare le imprese?

Vincenzo Vizioli, presidente AIAB:

É un decreto che finanzia la copertura dei danni ma ancora non si vede all’orizzonte una sana politica di gestione del territorio riconoscendo e imponendo all'agricoltura il ruolo di custode, soprattutto nelle aree definite marginali alla produzione ma d’importanza strategica nella salvaguardia del territorio.

Infatti, dal 1971 al 2010 l’Istat stima che si sia perso il 28% di superficie agricola utilizzabile, circa 5 milioni di ettari, e le cause sono due: l’abbandono da un lato e la cementificazione dall’altro.

La prima causa è un fenomeno reversibile attraverso misure che ne favoriscano il recupero, la seconda, cioè la cementificazione del suolo è irreversibile, nel senso che il terreno cementificato è impermeabilizzato e quindi perso per sempre. Per entrambe è necessaria una misura d’intervento immediata, agendo così a monte del problema, prevenendolo.

Dino Scanavino, Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori:

L’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale per le aziende agricole colpite dalle alluvioni del 2014 introdotta durante la conversione del Decreto legge, è una risposta importante. Si tratta tuttavia di un primo passo che era necessario fare ma che, da solo, può non bastare soprattutto ragionando in prospettiva.

È opportuno prevedere meccanismi ex-ante che consentano agli agricoltori di proteggere i loro redditi dagli eventi climatici che, sempre con frequenza e intensità maggiore, colpiscono le aziende causando danni talvolta irreversibili. A

tal riguardo, seppur le aspettative fossero ben più ambiziose alla vigilia dei negoziati, alcune risposte sono arrivate dalla nuova politica di sviluppo rurale che prevede strumenti ad hoc per gestire i rischi. Partire da qui per modernizzare l’intero sistema della gestione della volatilità dei mercati e delle crisi: è questa la strada da seguire sia in sede europea sia a livello nazionale.

Valentino Di Pisa, Presidente di Fedagromercati, associazione dei grossisti agroalimentari di Confcommercio:

L’istituzione di un Fondo di solidarietà per le imprese agricole colpite dai venti alluvionali e/o dalle avversità atmosferiche fa parte di un pacchetto di norme inserite nel Decreto Agricoltura studiate per lenire le ferite di un settore agricolo particolarmente colpito in questo periodo.

Credo che questo decreto, essendo anche retroattivo, possa rappresentare un buon contributo a sostegno delle imprese agricole, ma per rilanciare le aziende ritengo che sarebbe assai più utile se questo provvedimento venisse accompagnato da un’innovazione e da una programmazione produttiva tale da permettere a chi fa l’imprenditore agricolo di limitare almeno i rischi di mercato.­­­­­­­

Roberta De Carolis

Photo credit: Wikimedia

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