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ecobonus

La legge di stabilità 2016 è in Senato. Tra le misure prese dal governo per una manovra complessiva di 26,5 miliardi di euro, il testo conferma al 65% il cosiddetto ‘ecobonus’, la detrazione sulle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili. Il “bonus” è incluso in un più ampio provvedimento sull’edilizia secondo il quale la detrazione sulle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie sale dal 36% al 50%.

Il Presidente del Senato, tenuto conto del parere della Commissione Bilancio, ha comunicato che la legge, con un’unica eccezione, appare complessivamente in linea con le prescrizioni della legge di contabilità e di finanza pubblica. L’iter prevede ora presentazione e il confronto sugli emendamenti, fino alla discussione finale.

Per approfondire anche l’aspetto della legge di stabilità legato al mondo dell’edilizia, dopo quello sulle misure per le imprese agricole, abbiamo ascoltato il parere di diversi attori del settore. Unanime l’accordo sulla positività delle misure, ma anche sulla necessità di ulteriori interventi.

L’ecobonus è un aiuto concreto per sostenere la riqualificazione energetica degli edifici?

Livio de Santoli, Presidente Associazione Italiana Condizionamento dell'Aria Riscaldamento e Refrigerazione (AiCARR) e delegato delle politiche energetiche di Sapienza Università di Roma:

"Bene gli ecobonus nel patto di stabilità e bene soprattutto l’indicazione di renderli stabili nel tempo. Ma non basta. Il percorso della de-carbonizzazione dell’Italia deve seguire una pianificazione che al momento non è neppure accennata, sebbene esista al riguardo più di uno studio programmatico.

Si parla, per intenderci, di ridurre la nostra bolletta energetica di almeno il 20% al 2050 (i 45 miliardi di euro del 2014 potranno diventare 10 miliardi), e sappiamo che quota importante viene assegnata al comparto edilizio che potenzialmente potrebbe essere aggredito con investimenti dell’ordine di 10 miliardi di euro all’anno per i prossimi dieci anni.

Nel documento ‘Pathways to deep decarbonization in Italy – 2015’ è addirittura Eni a fornire una linea con scenari al 2050 che propongono un deciso utilizzo di fonti rinnovabili (fino al 90% di Fer sul fabbisogno elettrico), un incremento dell’efficienza energetica che potrebbe alla riduzione dei consumi primari tra il 30% e il 40% rispetto al 2010, con una diminuzione fra il 50% e il 60% dell’intensità energetica (il rapporto tra energia impiegata e Pil) e un maggior ricorso all’elettricità come vettore anche negli usi finali dell’energia.

Tutto questo però può verificarsi solo in un quadro di coordinamento delle politiche energetiche e ambientali caratterizzato da adeguati strumenti (non necessariamente incentivi) sia economici che normativi, da un impegno del Paese verso gli investimenti in ricerca, infrastrutture, formazione e informazione, da cooperazioni internazionali. Da far partire subito".

Gianni Silvestrini, Presidente Green Buiding Council (GBC) Italia:

“É un fatto sicuramente positivo che le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni e il risparmio energetico siano state prorogate anche per il 2016, come è positivo l’allargamento del beneficio fiscale agli enti che gestiscono l’edilizia residenziale pubblica, ma rimane incomprensibile il fatto che si debba arrivare sempre alla fine dell’anno per avere la certezza della continuità degli incentivi.

In realtà speriamo che in Parlamento possano essere introdotti attraverso gli emendamenti alcuni miglioramenti. Pensiamo alla portabilità delle detrazioni nei confronti delle ditte che eseguono i lavori o meglio ancora nei confronti di istituiti bancari.

Ma soprattutto all’inserimento accanto a questo strumento, utilizzato prevalentemente per singoli appartamenti, di specifici incentivi utili per avviare la riqualificazione spinta, con risparmi del 60-80%, di interi edifici. Un percorso, questo, in linea con la “Roadmap” che ci chiede l’Europa per raggiungere il 40% di riduzione delle emissioni climalteranti al 2030”.

Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente:

"La conferma dell’ecobonus è sicuramente una buona notizia, innanzitutto per i cittadini italiani e per l’ambiente. Del resto sarebbe stato assurdo cancellare una misura che, in uno studio della Camera, ha permesso di generare complessivamente oltre 23 miliardi di Euro di investimenti, oltre a lavoro e risparmio energetico.

Va però detto che la conferma per il 2016, seppur allargata come beneficiari anche alla bonifica dell’amianto e agli edifici di edilizia residenziale pubblica, non è sufficiente a dare una chiara prospettiva in Italia di investimenti nella riqualificazione e in particolare in quella energetica.

Come Legambiente, assieme agli architetti, abbiamo proposto di rendere strutturali questi interventi al Ministro Delrio e di legarli a due nuovi obiettivi indispensabili per uscire dalla crisi del settore edilizio rilanciando i cantieri della rigenerazione.

Il primo obiettivo è di legare gli incentivi al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici: più faccio risparmiare le famiglie maggiori saranno i benefici economici dagli incentivi. La seconda è di puntare con forza sulla riqualificazione dei condomini, che fino ad oggi è stata rinviata, perché è qui che è più importante intervenire visto che è la parte più consistente del patrimonio edilizio e quella con i più rilevanti problemi energetici e statici".

Francesco Ferrante, Fondatore Green Italia e Vicepresidente Kyoto Club:

L’ecobonus che viene confermato in questa legge di stabilità è sicuramente una misura positiva. Lo è stata in questi anni sia dal punto di vista strettamente ambientale che per la capacità di sostegno e riqualificazione di un settore – quello dell’edilizia – in crisi economica e di prospettiva.

Quindi benissimo l’ecobonus. Noi avremmo preferito una sua stabilizzazione piuttosto che la semplice proroga di un anno della misura. Ma la sua estensione alla sostituzione dell’amianto e la possibilità di utilizzarlo nelle case popolari sono ottime scelte.

Certo bisogna dire che resta amaro in bocca nell’osservare che questa è l’unica norma in tutta la legge di stabilità che abbia a che vedere con la green economy. Peccato un’altra occasione mancata in attesa del green act (araba fenice).

Roberta De Carolis

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